Gardini saluta le Black Angels: Perugia, ti porto nel cuore

Gardini saluta le Black Angels: Perugia, ti porto nel cuore

La schiacciatrice lascia Perugia dopo tre stagioni di crescita

Beatrice Gardini lascia la Bartoccini MC Restauri Perugia. Lo fa dopo tre stagioni che hanno segnato in profondità la sua traiettoria sportiva e umana, con parole cariche di riconoscenza nei confronti di una città che l’ha vista arrivare ragazzina e ripartire atleta compiuta.

La schiacciatrice classe 2003 aveva fatto il suo esordio in Serie A1 con le Black Angels nella stagione 2022/2023. Dopo una parentesi, era tornata protagonista nel biennio 2024/2026, diventando uno dei pilastri offensivi della squadra umbra. L’ultima annata ha rappresentato il suo apice personale fino a oggi: 412 punti messi a referto, risultato che l’ha posizionata al nono posto assoluto nella classifica delle migliori realizzatrici dell’intero campionato.

Un rendimento che va oltre i numeri

Il dato statistico acquista ancora più peso se si considera il contesto: Gardini si è affermata come la miglior schiacciatrice italiana per rendimento offensivo nell’intera stagione. Non una straniera di caratura internazionale, non una veterana con anni di massima serie alle spalle, ma una giocatrice di ventidue anni che ha costruito il proprio bagaglio tecnico e mentale proprio tra le mura del PalaBarton.

Perugia le ha offerto qualcosa di raro nel calcolo dell’alta competizione: la libertà di sbagliare. Il tempo di crescere senza fretta, la possibilità di confrontarsi con avversarie di livello assoluto in un contesto che non la schiacciava sotto il peso delle aspettative, ma la alimentava. Quel margine di errore concesso diventa, col senno di poi, uno dei principali fattori della sua accelerazione.

La Nazionale e il riconoscimento azzurro

Il percorso con la maglia della Nazionale italiana prosegue in parallelo, rafforzato dalle prestazioni in campionato. La recente convocazione a uno stage della selezione azzurra certifica che il salto di qualità compiuto a Perugia non è rimasto circoscritto all’ambiente umbro, ma ha trovato risonanza anche agli occhi dello staff federale.

Per una giocatrice della sua età, essere nell’orbita della Nazionale mentre si chiude una stagione da 412 punti è la combinazione ideale per avvicinarsi al prossimo capitolo con basi solide. L’addio alle Black Angels non suona quindi come una resa, ma come la naturale evoluzione di un percorso che Perugia ha contribuito a costruire mattone dopo mattone.

L’amarezza della retrocessione e la solidità del bilancio personale

Il contesto collettivo non è stato altrettanto roseo. La Bartoccini MC Restauri ha concluso la stagione con la retrocessione in Serie A2, un epilogo amaro che pesa sull’intera società. Eppure, la storia di Gardini dimostra come anche dentro una stagione collettivamente difficile sia possibile trovare eccellenza individuale.

Il bilancio personale resta nettamente positivo, e non solo per i numeri. Il rapporto con la squadra, con lo staff tecnico, con la città stessa ha lasciato tracce che vanno oltre le cifre del tabellino. È questo il senso del messaggio con cui la schiacciatrice ha scelto di congedarsi.

Le parole dell’addio

Nel commiato affidato ai canali ufficiali del club, Gardini ha scritto con una voce diretta e senza retorica: “Cara Perugia, non so proprio da dove partire perché salutarti per me non è per niente facile. Mi hai accolta che ero una bambina e con te sono cresciuta”. Ha ricordato i momenti difficili, l’apprendimento, la fiducia ricevuta fin dal primo giorno. “Ti ho fatto conoscere la vera Bea”, ha scritto ancora, con una franchezza che riflette il tipo di rapporto costruito in tre anni. Ha chiuso così: “Sei stata casa. Grazie”.

Una formula semplice, quasi pudica, che dice tutto senza esagerare. Il calore di chi ha trovato un ambiente capace di contenere la sua crescita e, nello stesso momento, di spingerla oltre i propri limiti.

La società saluta un punto di riferimento

La Bartoccini MC Restauri prende atto dell’addio consapevole di aver contribuito in modo determinante alla formazione di un’atleta che continuerà a far parlare di sé. Perugia resta nel percorso di Gardini non come una tappa di passaggio, ma come il luogo in cui si è definita la giocatrice e la persona. Un lascito reciproco, che nessuna retrocessione può cancellare.

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