Il pluripremiato Zanna Bianca in scena al Teatro Cucinelli

Domenica 1 febbraio alle 17.30 a Solomeo va in scena il pluripremiato spettacolo di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia, un omaggio selvaggio al Grande Nord, ai lupi e all’infanzia ancestrale del mondo per un pubblico di tutte le età

di Antonella Valoroso

C’è un silenzio bianco, profondo, che precede ogni nascita. È da lì, nel cuore del Grande Nord, che prende vita Zanna Bianca, della natura selvaggia, lo spettacolo che domenica 1 febbraio alle ore 17.30 andrà in scena al Teatro Cucinelli di Solomeo, nell’ambito della Stagione 25/26 curata dal Teatro Stabile dell’Umbria.

Liberamente ispirato ai romanzi e alla vita avventurosa di Jack London, lo spettacolo porta la firma di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia, che ne hanno curato anche la regia, mentre Luigi D’Elia è l’unico interprete in scena. Un lavoro pluripremiato, vincitore degli Eolo Awards 2019 come Miglior Spettacolo e del Festebà 2019, pensato per un pubblico di tutte le età e consigliato a partire dai 7 anni.

Al centro del racconto c’è la nascita di Zanna Bianca, destinato a diventare il lupo più famoso di tutti i tempi. Ma questa volta lo sguardo cambia: Niccolini e D’Elia rinunciano agli esseri umani e alle loro parole per entrare nella foresta dalla parte di chi la abita davvero. Il racconto assume gli occhi del lupo, seguendolo dal primo passo fuori dalla tana fino all’esperienza della vita, della morte, della notte e dell’incontro con l’uomo, culminando in un ululato misterioso che segna un punto di non ritorno.

Zanna Bianca, della natura selvaggia è un racconto che corre sulla neve e si raccoglie attorno al fuoco, che morde e affascina, restituendo una natura viva e pulsante. Dopo dieci anni di narrazione dedicata al mondo selvaggio, lo spettacolo si configura come un omaggio passionale a Jack London, ai lupi, al Grande Nord e a quell’infanzia antica e ancestrale che appartiene a ogni essere umano.

«Zanna Bianca è un incrocio: un po’ lupo e un po’ cane. – osserva Francesco Niccolini nelle note di regai – Più lupo che cane. E gli incroci, quelli che con disprezzo chiamiamo “bastardi”, sono gli animali migliori, perché spesso prendono i pregi di una razza e dell’altra. Così, quando io e Luigi D’Elia abbiamo cominciato a costruire lo spettacolo, ci siamo visti costretti a tradire Jack London e il suo celebre romanzo per dar vita al nostro incrocio. Troppo forte il richiamo del bosco, dell’estremo nord del mondo perché il lupo protagonista di questa storia invecchiasse come un cane da compagnia, in casa, su un tappeto, tra ciabatte e tende con i pizzi: impossibile, Zanna Bianca non è un qualunque, orribile cagnolino di città né da salotto. Infedeli a Jack London, abbiamo preferito la fedeltà ai suoi due romanzi mischiati insieme. Con un doppio salto mortale il “nostro” Zanna Bianca ha ceduto a quell’irrefrenabile richiamo della foresta che ci auguriamo ogni ragazzo e ogni spettatore provi un giorno, almeno una volta. Senza pantofole, senza salotti, senza città, telefonini e merendine preconfezionate: solo bosco, il cuore che batte a mille e vita».

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*