Nuova legge rafforza i percorsi nella rinascita dell’Appennino a Milano
Turismo lento – La recente approvazione della legge dedicata ai cammini segna un passaggio decisivo per il turismo lento e per la rete di itinerari che attraversa l’Appennino centrale. Il provvedimento riconosce formalmente il valore di percorsi pensati per essere vissuti a piedi o con forme di mobilità sostenibile, considerandoli strumenti capaci di unire tutela del paesaggio, promozione culturale e nuove opportunità di sviluppo per comunità che da anni cercano un rilancio stabile.
Una strategia che unisce territorio e identità
La norma attribuisce ai cammini un ruolo centrale nella fruizione del patrimonio diffuso: non solo natura, ma anche storia, arte, spiritualità, tradizioni linguistiche ed enogastronomia. Un mosaico di elementi che, integrati, diventa una leva concreta per rafforzare l’attrattività dei territori più fragili.
Guido Castelli, Commissario alla ricostruzione post sisma 2016, ha sottolineato come l’Appennino centrale stia già investendo in un modello di turismo basato sulla lentezza, capace di generare un impatto economico e sociale duraturo. Secondo Castelli, la legge consolida un percorso avviato negli ultimi anni, offrendo ai comuni colpiti dal terremoto una prospettiva di rinascita fondata sulla qualità dell’esperienza e sulla riscoperta delle radici.
Il “cammino sinodale” come metodo di ricostruzione
Castelli ha evidenziato che l’attenzione del Governo verso queste aree permette di proseguire in un lavoro condiviso, definito come un “cammino sinodale”, un modo di procedere insieme per ricomporre non solo i danni materiali, ma anche quelli sociali. L’Appennino, nelle sue parole, può diventare una delle destinazioni più avanzate d’Europa per il turismo esperienziale, un settore in forte crescita che premia autenticità, accoglienza e immersione nei luoghi.
Una rete di accoglienza pronta a crescere
Nei nove cammini che attraversano il cratere sismico sono già stati individuati settanta punti tappa. L’obiettivo è trasformarli in una rete di ospitalità diffusa, capace di coinvolgere residenti e strutture riconvertite. Un modello che punta a creare nuove economie locali, mantenendo vivo il tessuto sociale e incentivando il ritorno di attività oggi scomparse o ridotte.
Castelli ha rimarcato come puntare sulla lentezza significhi, paradossalmente, accelerare la rinascita: un passo dopo l’altro, i cammini diventano infrastrutture culturali e sociali, oltre che turistiche.
Una guida per raccontare i territori
Da questa visione nasce la guida “I cammini della Rinascita. Tesori nascosti nell’Appennino centrale”, un progetto editoriale che raccoglie percorsi, storie e luoghi simbolo della ricostruzione. Il volume sarà presentato il 10 febbraio alla BIT di Milano, insieme al Ministro Daniela Santanchè, in un contesto internazionale che offrirà ulteriore visibilità a un territorio che vuole tornare protagonista.

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