Nel cuore di Perugia cresce l’eredità del Giubileo regionale
La chiusura del Giubileo della Speranza segna per l’Umbria un passaggio decisivo, confermando la regione come snodo centrale del pellegrinaggio mondiale e seconda meta italiana dopo Roma. L’anno si conclude con una stima di 8 milioni di presenze, un dato che verrà ufficializzato nelle prossime settimane ma che già delinea una stagione di afflusso eccezionale. A rafforzare il quadro è la performance dell’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi, che nel 2025 ha raggiunto 620.420 passeggeri, con un incremento del 16% rispetto al precedente record e un ritmo di crescita superiore alla media nazionale.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, ricorda come l’amministrazione abbia lavorato fin dall’inizio del mandato per garantire condizioni adeguate all’accoglienza dei pellegrini, intercettando oltre 3 milioni di euro destinati al potenziamento del trasporto pubblico, dei servizi sanitari territoriali e delle funzioni di protezione civile. Un impegno che ha coinvolto l’intero territorio, dalle città santuario come Assisi, Norcia, Cascia, Orvieto e Gubbio, fino ai capoluoghi Perugia e Terni. L’anno giubilare è stato segnato anche dalla canonizzazione di Carlo Acutis, che il 7 settembre ha richiamato migliaia di fedeli.
Il percorso istituzionale ha avuto una tappa decisiva nel gennaio 2025, quando la presidente Proietti ha incontrato prima il sottosegretario Alfredo Mantovano e poi la premier Giorgia Meloni, portando al Governo le esigenze legate ai flussi giubilari. Da quel momento l’Umbria è entrata stabilmente nella Cabina di regia nazionale, dove le richieste regionali sono state accolte in un clima di collaborazione che la presidente definisce “metodo Giubileo”, destinato a proseguire nel nuovo ciclo di celebrazioni.
Il 2026 si apre infatti con l’avvio dell’Ottocentenario della morte di San Francesco d’Assisi, che inizierà ufficialmente il 10 gennaio con la celebrazione alla Porziuncola. La Regione si prepara a svolgere un ruolo di fulcro spirituale, culturale e civile, trasformando l’esperienza organizzativa del Giubileo in un sistema stabile capace di sostenere un anno di eventi di rilievo nazionale e internazionale. La festività del 4 ottobre, tornata festa nazionale nel 2025, darà ulteriore centralità al territorio.
Tra i primi appuntamenti di grande richiamo figura la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, in programma dal 14 marzo al 14 giugno 2026, con un percorso diffuso tra Perugia, Terni e numerosi centri del territorio. La presidente definisce l’iniziativa “un atto di amore verso l’Umbria terra francescana”, sottolineando la collaborazione tra Regione, Comitato nazionale e famiglie francescane.
Parallelamente, cresce la dimensione del turismo dei cammini, sostenuta dalla nascita dell’associazione Vie e Cammini di Francesco, che riconosce all’Umbria il ruolo di guida nella costruzione di una rete nazionale di percorsi certificati, sicuri e promossi con strumenti digitali moderni. L’obiettivo è rispondere alla crescente domanda di turismo lento e spirituale, valorizzando borghi, itinerari e aree meno note.
La conclusione del Giubileo consegna alla Regione un patrimonio di competenze e relazioni che ora confluisce nell’Ottocentenario, in piena sintonia con la vocazione dei luoghi francescani. Il 2026 si configura così come un anno di continuità e rilancio, in cui l’Umbria intende unire la forza del messaggio universale di San Francesco alla capacità concreta di accogliere, organizzare e offrire servizi adeguati a cittadini e pellegrini.
Con questo spirito, la Regione apre un nuovo capitolo, proiettando nel futuro l’eredità viva del Santo di Assisi e consolidando il proprio ruolo nel panorama del pellegrinaggio internazionale.

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