Il suo impegno civico e culturale ha segnato più generazioni
La scomparsa di Maria Sole Agnelli, avvenuta il 26 dicembre 2025, ha suscitato un’ondata di cordoglio in tutto il Paese, riportando al centro dell’attenzione una figura che per decenni ha intrecciato impegno istituzionale, visione culturale e una profonda dedizione verso le comunità in cui ha operato. Aveva 100 anni, un traguardo che racconta un’esistenza intensa, segnata da responsabilità pubbliche, passioni personali e un costante sostegno alle realtà culturali italiane.
Nata il 9 agosto 1925 a Villar Perosa, nel cuore del Piemonte, Maria Sole Agnelli apparteneva a una delle famiglie più note della storia industriale italiana, sorella di Gianni e Susanna Agnelli. La sua biografia, tuttavia, non si è mai limitata al prestigio del cognome: ha costruito un percorso autonomo, radicato nella concretezza dell’azione amministrativa e nella promozione culturale.
Negli anni Sessanta guidò il Comune umbro di Campello sul Clitunno, ricoprendo la carica di sindaca dal 1960 al 1970. In quel decennio lasciò un’impronta profonda, portando avanti un’idea di amministrazione fondata sulla vicinanza ai cittadini e sulla valorizzazione del territorio. Fu proprio nel 1962 che, da prima cittadina, sostenne con convinzione la nascita della Fondazione del Festival dei Due Mondi, contribuendo a consolidare un progetto che avrebbe trasformato Spoleto in un crocevia internazionale di arti, linguaggi e culture. La sua azione, ricordata come pionieristica, diede impulso a un modello culturale che ancora oggi rappresenta uno dei simboli dell’Umbria nel mondo.
La Fondazione Festival dei Due Mondi ha espresso «profonda tristezza» per la notizia della sua morte, sottolineando come la sua visione abbia contribuito a definire l’identità stessa della manifestazione. Il Presidente Andrea Sisti, il Direttore Artistico Daniele Cipriani e l’intero staff hanno ricordato il ruolo determinante di Agnelli nel sostenere un progetto che, fin dalle origini, si fondava su dialogo, apertura e scambio tra discipline artistiche.
Accanto all’impegno istituzionale, Maria Sole Agnelli ha ricoperto ruoli di primo piano anche nel mondo della formazione e della ricerca. Per 14 anni, fino al 2018, è stata presidente della Fondazione Agnelli, guidando l’ente in una fase di rinnovamento e ampliamento delle attività, con particolare attenzione ai temi dell’educazione e dell’innovazione sociale.
La sua vita è stata segnata anche da una forte passione per l’equitazione: fu proprietaria di cavalli che conquistarono risultati di rilievo, tra cui una medaglia d’argento individuale alle Olimpiadi di Monaco del 1972, testimonianza di un legame profondo con il mondo sportivo e con la tradizione equestre italiana.
Il Comune di Campello sul Clitunno, attraverso un messaggio ufficiale, l’ha definita una «grande benefattrice del territorio», ricordandone l’umanità, la capacità di ascolto e l’attenzione verso i più fragili. Un ritratto che restituisce l’immagine di una donna capace di coniugare autorevolezza e sensibilità, lasciando un segno duraturo nella vita civile e culturale della comunità.
Madre di cinque figli – quattro nati dal matrimonio con Ranieri Campello della Spina e uno dal secondo matrimonio con Pio Teodorani Fabbri – Maria Sole Agnelli ha sempre mantenuto un forte legame con le sue radici familiari e con i territori che ha servito.
La sua eredità, ricordano le istituzioni umbre, continuerà a ispirare chi opera nel mondo della cultura e dello spettacolo. Un’eredità fatta di visione, coraggio amministrativo e una rara capacità di trasformare le idee in progetti concreti, capaci di attraversare il tempo e parlare ancora alle generazioni future.

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