Vaccini al 100%, screening e informazione per una Umbria HPV
La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, annuncia una mozione del Partito Democratico — sottoscritta insieme alle consigliere Letizia Michelini e Maria Grazia Proietti (medico) — per una regione “HPV free”, con l’obiettivo dichiarato di copertura vaccinale al 100% e rafforzamento di screening e informazione. L’atto sarà discusso in aula giovedì 27, dopo la presentazione avvenuta lunedì 17 novembre, in coincidenza con la Giornata internazionale per l’eliminazione del tumore della cervice uterina. Il focus è netto: ridurre e prevenire i tumori correlati all’HPV, il papillomavirus, la più comune infezione sessualmente trasmessa nei paesi sviluppati.
La mozione, ha detto Sarah Bistocchi durante una intervista video con Umbriajournal Tv ed E’ Tv Umbria (canale 19 in onda alle 19,30 di oggi 24 nov 25) punta su tre assi: vaccinazione, screening e consapevolezza. La vaccinazione è gratuita per ragazze e ragazzi 11–12 anni e resta gratuita in specifici casi anche in età adulta, inclusi i pazienti che hanno contratto l’HPV e sono stati sottoposti a interventi chirurgici. L’indicazione politica è estendere la protezione con campagne mirate e accessi facilitati, valorizzando la maggiore efficacia immunitaria nei giovani, senza escludere fasce d’età diverse.
Bistocchi sottolinea che l’HPV non è tema “al femminile”: riguarda donne e uomini. Gli uomini possono essere portatori sani, spesso inconsapevoli, e rientrano a pieno titolo nelle strategie di prevenzione. Obiettivo: rendere normale il sesso sicuro, diffondere controlli regolari per tutti e ridurre lo stigma, puntando su informazione chiara e responsabilità condivisa. Nessuno è esente, ma nessuno è solo: i tumori HPV-correlati si possono prevenire e gestire, meglio ancora evitare.
Sul piano istituzionale, l’impegno sarà inscritto nel nuovo Piano sociosanitario regionale, in redazione. La scelta di chiamarlo “sociosanitario” indica la direzione: politiche che mettano al centro destinatari, contesti e bisogni. La presidente evidenzia una discontinuità rispetto alla precedente gestione regionale, che ha operato senza un piano sanitario formalmente adottato; l’attuale maggioranza intende fissare obiettivi, tempistiche e risorse su prevenzione e salute pubblica.
Capitolo risorse: la Regione si dice pronta a destinare i fondi necessari, con il coinvolgimento dell’assessorato al bilancio guidato da Tommaso Bori (medico), in sinergia con la direttrice Donetti e la presidente di Giunta Proietti. La filiera politica-tecnica è indicata come garanzia di operatività: dalla mozione ai servizi, l’orizzonte è una campagna capillare che unisca formazione degli operatori, comunicazione efficace e accesso semplificato alla vaccinazione.
Sulla barriera sociale, Bistocchi ricorda un percorso personale di quindici anni fa, quando l’HPV era poco conosciuto e spiegato. Oggi la società appare più informata, sensibile e consapevole, e questo ha già ridotto resistenze alla vaccinazione. Il primo passo resta spiegare bene: cos’è il virus, come si trasmette, cosa comporta e, soprattutto, cosa si può fare per prevenire i tumori correlati. Da qui l’impegno per una campagna stabile, che non si limiti a un singolo annuncio ma accompagni cittadini, scuole, famiglie e comunità.
Al centro, la normalizzazione della prevenzione: Pap test, HPV test e visite, insieme alla vaccinazione, costituiscono il percorso che rende evitabile un tumore ad alta prevenibilità. Messaggio operativo: prenotare i controlli, utilizzare i canali informativi regionali, conoscere la gratuità nei casi previsti e superare l’imbarazzo con dati e assistenza. L’HPV è frequente, ma gestibile; la differenza la fanno tempestività e copertura vaccinale.
La presidente si dice fiduciosa: con visione politica, piano sociosanitario che prioritizza prevenzione e risorse dedicate, l’Umbria può candidarsi a essere tra le prime regioni HPV free. La sfida non è solo clinica, è culturale: educazione alla sessualità responsabile, corresponsabilità tra generi, tutela delle nuove generazioni e accompagnamento degli adulti. In studio, l’invito è a mantenere aperta la finestra di confronto con i cittadini, anche attraverso tv, web e social, per garantire trasparenza e continuità dell’informazione.
Il traguardo è impegnativo ma concreto: ridurre i tumori prevenibili, liberare risorse sanitarie per chi ha più bisogno e affermare una sanità che anticipa i problemi, invece di inseguirli. Con dati chiari, servizi accessibili e campagne orientate alle persone, la prevenzione da slogan diventa abitudine. E un obiettivo al 100% smette di essere un numero: diventa tutela collettiva.

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