Crescono consumi e occupazione, calano export e credito
La prima metà del 2025 ha mostrato un andamento economico moderato per l’Umbria. Secondo l’aggiornamento congiunturale della filiale di Perugia della Banca d’Italia, il Pil regionale è cresciuto dello 0,6%, in linea con la media nazionale. A trainare la dinamica sono stati i consumi delle famiglie, aumentati più che nel resto del Paese, sostenuti da un diffuso ricorso al credito.
Il quadro industriale – come scrive La Nazione – appare invece fragile: il calo di fatturato e ordinativi ha colpito anche la componente estera, penalizzata dai primi effetti dei dazi imposti dagli Stati Uniti. La fiducia delle imprese resta debole e le prospettive si deteriorano. Nel comparto edilizio si è chiusa la lunga fase di espansione, frenata dalla fine degli incentivi fiscali per la riqualificazione residenziale e dal rallentamento degli investimenti pubblici e delle opere post-sisma.
Al contrario, il terziario mantiene un passo positivo. Il turismo continua a crescere con forza, sostenuto dalla ripresa dei flussi internazionali e dall’aumento delle presenze nelle strutture extralberghiere. La solidità finanziaria delle imprese rimane confermata: liquidità adeguata e valutazioni stabili sulla capacità di generare utili.
Il credito al settore produttivo si riduce, soprattutto per le piccole aziende. Sul fronte occupazionale si registra un incremento del 1,9%, più marcato tra donne e autonomi, ma diffuso anche tra dipendenti di tutte le età e contratti. Il tasso di disoccupazione si attesta al 5%, mentre il potere d’acquisto delle famiglie beneficia della crescita dei redditi, pur limitata dall’inflazione. In aumento anche i mutui per l’acquisto di abitazioni.

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