Industria debole, edilizia ferma, consumi e occupazione in crescita
Bankitalia – L’analisi congiunturale sull’economia dell’Umbria nei primi mesi del 2025 evidenzia un quadro di crescita moderata, con un incremento del PIL regionale dello 0,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea con l’andamento nazionale.
Il comparto industriale ha mostrato segnali di fragilità, con fatturato e ordinativi in calo, soprattutto sul fronte estero. Le esportazioni hanno subito gli effetti dei nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti, contribuendo a un clima di fiducia imprenditoriale debole e a prospettive di investimento ridotte. L’incertezza internazionale ha frenato i programmi di spesa, mantenendo prudente la pianificazione per il 2026.
Nell’edilizia si è chiusa la fase di espansione alimentata dagli incentivi fiscali per la riqualificazione degli immobili. La fine delle agevolazioni e il rallentamento degli investimenti pubblici, inclusi quelli legati alla ricostruzione post-sisma, hanno raffreddato il settore.
Al contrario, il terziario ha registrato un andamento positivo, sostenuto da consumi e turismo. Le presenze turistiche sono cresciute del 10% nei primi nove mesi, con un forte apporto della componente straniera (+17,4%) e delle strutture extralberghiere (+12,2%). L’aeroporto regionale ha segnato un nuovo record di traffico passeggeri.
La condizione finanziaria delle imprese resta solida: liquidità adeguata e capacità di generare utili stabili. Tuttavia, il credito al settore produttivo continua a contrarsi, soprattutto per le piccole aziende, mentre la qualità del credito migliora con un calo delle posizioni deteriorate.
Sul fronte occupazionale, l’Umbria ha registrato un aumento del 1,9%, trainato da donne e autonomi. Anche i contratti dipendenti hanno visto una crescita diffusa, con il tasso di disoccupazione sceso al 5%.
Il rafforzamento del mercato del lavoro ha sostenuto il potere d’acquisto delle famiglie, nonostante la ripresa dell’inflazione. I consumi hanno superato la media nazionale, sostenuti dal credito al consumo. Sono aumentati i mutui per l’acquisto di abitazioni, segnale di vitalità del mercato immobiliare. I depositi bancari delle famiglie hanno accelerato, accompagnati da una crescita diffusa degli investimenti finanziari.
In sintesi, l’Umbria mostra un’economia a due velocità: industria ed edilizia in stallo, ma turismo, consumi e occupazione in espansione, con famiglie e imprese che mantengono una base solida nonostante le tensioni globali.

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