Morte Andrea Fiorelli, ipotesi suicidio confermata dalle indagini dei carabinieri

Morte Andrea Fiorelli, ipotesi suicidio confermata dalle indagini dei carabinieri

Rinvenuto privo di vita nella sua automobile parcheggiata nel garage della villetta di famiglia in Strada di Prisciano, a Terni

Andrea Fiorelli, ex appartenente alla Guardia di Finanza, è stato rinvenuto privo di vita nella sua automobile parcheggiata nel garage della villetta di famiglia in Strada di Prisciano, a Terni. Il ritrovamento è avvenuto nella serata del 22 agosto, quando il padre dell’uomo, allarmato dall’assenza prolungata, ha scoperto il corpo del figlio riverso in una pozza di sangue all’interno della station wagon.

Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dai carabinieri del RIS, l’uomo, 59 anni, avrebbe messo in atto un gesto estremo, pianificato nei dettagli. Le ricostruzioni investigative indicano che Fiorelli, afflitto da gravi problemi di salute e da una situazione personale difficile, si sarebbe procurato una ferita mortale al collo con una motosega, poi abbandonata sul pavimento del garage, prima di sedersi al posto di guida della sua vettura per attendere la morte.

Gli accertamenti tecnici svolti dagli specialisti del RIS, che hanno operato per giorni all’interno dell’abitazione alla ricerca di tracce biologiche, impronte e sostanze chimiche, non hanno rilevato la presenza di terze persone sulla scena. Anche l’analisi dei dispositivi informatici sequestrati – tra cui un computer, un tablet e una chiavetta USB – ha escluso manomissioni o accessi esterni, rafforzando l’ipotesi del suicidio.

Ulteriori conferme sono giunte dall’esame dei messaggi scambiati tra Fiorelli e il figlio Lorenzo, con cui i rapporti erano da tempo tesi e segnati da frequenti litigi, talvolta sfociati in interventi delle forze dell’ordine. In uno di questi messaggi, inviato pochi giorni prima del decesso, l’ex finanziere aveva scritto: «Vi faccio vedere come muore un vero finanziere». Il giorno precedente alla tragedia, aveva ribadito l’intenzione di togliersi la vita, scrivendo al figlio: «La faccio finita, adesso mi ammazzo». Lorenzo, preoccupato, aveva cercato di dissuaderlo e gli aveva inviato il numero verde per la prevenzione del suicidio.

Il giovane era presente in casa la sera del ritrovamento e ha collaborato con gli inquirenti, mostrando i messaggi ricevuti dal padre nei giorni precedenti. La Procura di Terni, sotto la direzione del pubblico ministero Raffaele Pesiri, sta ora raccogliendo gli ultimi elementi per chiudere il fascicolo d’indagine.

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