Il Forno di Vincenzo accende il patto per la persona

Esperienze e politica insieme per un welfare generativo

Lunedì 27 ottobre 2025, nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari di via Campo Marzio, si è svolto l’incontro nazionale “Un patto per la persona”, promosso dal Dipartimento Disabilità e Sociale di Forza Italia. Dalle 14:30 alle 18:30, il cuore della politica italiana ha ospitato un confronto intenso e concreto, dove testimonianze di vita e visioni istituzionali si sono intrecciate per dare forma a un nuovo paradigma di inclusione.

L’iniziativa, moderata da Fiammetta Modena, ha visto l’intervento di figure di rilievo come Antonio Tajani, Maurizio Gasparri, Paolo Barelli, Fulvio Martusciello, Alessandro Cattaneo, Luisa Regimenti, Francesco Battistoni, Francesco Vaia e Raffaele Nevi. Il focus dell’incontro: costruire una prospettiva condivisa e operativa sulle politiche per la disabilità, fondata su responsabilità, libertà, solidarietà e ascolto.

Proprio “Ascoltare” è stata la prima delle cinque sezioni tematiche, dedicata alle voci di chi vive ogni giorno la disabilità. Tra queste, ha commosso e ispirato l’intervento di Stefania De Canonico, presidente dell’Associazione Rete per le Fragilità, che ha raccontato la storia di Vincenzo, giovane ebolitano con una passione: fare il pane.

Vincenzo ha trasformato il suo sogno in realtà: “Il Forno di Vincenzo”, un laboratorio artigianale nel centro antico di Eboli, è oggi un luogo dove la fragilità si trasforma in energia creativa, dove il lavoro diventa strumento di autonomia e dove il pane diventa simbolo di comunità. In quel forno, Vincenzo impasta, sperimenta e insegna ai suoi amici, che chiama con affetto “i cavalieri del pane”.

Il pane prodotto nasce da una filiera etica e locale: grani coltivati nel Parco Nazionale del Cilento e dei Monti Picentini, moliti a pietra nel mulino sociale Terra di Resilienza di Caselle in Pittari. Farine antiche, acqua, lievito madre e sale marino integrale: ingredienti semplici, ma carichi di significato. Ogni pagnotta racconta una storia di dignità, relazioni e futuro.

Il progetto rappresenta un modello di welfare rigenerativo, che non si limita ad assistere, ma genera valore economico, sociale e culturale. È una risposta concreta al “durante e dopo di noi”, costruita dentro una comunità solidale. Stefania De Canonico ha sottolineato come esperienze come quella di Vincenzo incarnino il vero senso di un patto per la persona: un patto che unisce dignità, libertà e solidarietà concreta.

L’incontro ha dimostrato che la disabilità non è un limite, ma una leva per ripensare il lavoro, le relazioni e lo sviluppo locale. “Un patto per la persona” non è solo un titolo, ma una chiamata all’azione per costruire politiche che sappiano ascoltare, includere e valorizzare.

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