Assolto per la morte da eroina di Maria Chiara Previtali

Assolto per la morte da eroina di Maria Chiara Previtali
Maria Chiara Previtali

La ragazza morì a 18 anni, ora si attende Cassazione

Non poteva prevedere l’esito fatale di quel gesto, nonostante le precauzioni adottate. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza con cui la Corte d’Appello di Roma ha confermato l’assoluzione del giovane accusato della morte di Maria Chiara Previtali, studentessa di Amelia deceduta nell’ottobre 2020, il giorno del suo diciottesimo compleanno.

Secondo i giudici, il ragazzo – oggi ventiseienne, residente in Umbria e impegnato in attività musicali – non è responsabile penalmente per l’episodio, avendo agito con l’intento di proteggere la fidanzata durante la sua prima esperienza con l’eroina. Aveva fornito siringhe sterili, dosi contenute e si era confrontato con operatori di un presidio sociosanitario.

Morta dopo dose di eroina, il ragazzo assolto anche in appello

La tragedia, secondo l’autopsia, fu causata da un cocktail letale di sostanze: eroina, cocaina, farmaci e alcol. La cocaina, assunta autonomamente dalla ragazza, rappresenta per i giudici un elemento imprevedibile.

Tuttavia, la famiglia della giovane, assistita dall’avvocato Manlio Morcella, contesta la ricostruzione. Il legale sottolinea come gli operatori avessero avvertito il ragazzo dei rischi specifici per Maria Chiara, elemento che – a suo avviso – avrebbe dovuto orientare diversamente la valutazione sull’intenzionalità.

La difesa della famiglia non si ferma. È stata annunciata un’istanza alla Procura Generale affinché si valuti il ricorso in Cassazione.

Il caso, che ha scosso l’Umbria e l’opinione pubblica nazionale, continua a sollevare interrogativi sul confine tra responsabilità affettiva e responsabilità penale.

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