Nuova clinica e stadio Terni [Audio]: Regione impugna atto comunale

Nuova clinica e stadio Terni [Audio]: Regione impugna atto comunale

Bandecchi attacca, tensione crescente tra Comune e Regione

Nuovo capitolo di tensione istituzionale tra Comune di Terni e Regione Umbria sul progetto del nuovo stadio e della clinica privata annessa. Palazzo Donini ha infatti deliberato l’impugnazione della determina dirigenziale emanata dal Comune lo scorso 23 luglio, firmata dal dirigente e responsabile unico del procedimento, Piero Giorgini. Il provvedimento comunale aveva sancito il superamento delle prescrizioni poste dalla conferenza di servizi conclusa nel novembre 2022, aprendo così la strada all’attuazione del progetto integrato stadio-clinica.

Secondo la Regione, l’atto presenta “violazioni e non conformità rispetto alle determinazioni definitive assunte in sede di conferenza di servizi”, motivo per cui è stato dato mandato agli avvocati Luca Benci e Anna Rita Gobbo di procedere con l’impugnazione davanti al Tar dell’Umbria. Il documento istruttorio parla di “difformità formale e sostanziale” tra la determina comunale e le decisioni vincolanti adottate nel 2022 dal Servizio regionale “Urbanistica, politiche della casa e rigenerazione urbana”. La decisione è stata firmata dal dirigente Benci, dal direttore alla programmazione Luigi Rossetti e dalla presidente della Regione, Stefania Proietti.

La reazione del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, non si è fatta attendere. In una lunga nota, il primo cittadino ha definito l’iniziativa della Regione “un’aggressione istituzionale” contro la città e il suo sviluppo.

Bandecchi ha sottolineato che il Comune si è mosso nel rispetto delle procedure per favorire la realizzazione del nuovo ospedale pubblico, della clinica privata e dello stadio, progetto interamente finanziato con capitali privati della Ternana Calcio. Ha inoltre ricordato che la conferenza dei servizi del 2022 si era chiusa con un esito positivo e che l’intervento avrebbe generato ricadute occupazionali e strutturali rilevanti per il territorio.

Il sindaco ha poi accusato la giunta regionale di “bloccare pretestuosamente” un’iniziativa già approvata, sostenendo che la decisione sarebbe “funzionale agli interessi delle strutture sanitarie perugine”. Bandecchi ha infine annunciato che i rapporti istituzionali con la Regione e con la Provincia diventeranno “quasi impossibili” a seguito di quella che considera una “scelta politica dannosa e ostile”.

Nel tardo pomeriggio, l’avvocatura regionale ha diffuso una nota in cui motiva la decisione di ricorrere contro il provvedimento del Comune, sostenendo che esso è “palesemente viziato e illegittimo”.

Il testo specifica che la conferenza dei servizi del 2022 aveva espresso un “rifiuto giuridico assoluto” alla costruzione della clinica e all’assegnazione degli ottanta posti letto accreditati, giudicata “inammissibile e contraria alla normativa vigente”.

La Regione ricorda inoltre che un progetto analogo, presentato in passato dalla Ternana Calcio e dall’Università Niccolò Cusano, era già stato respinto dal Tar dell’Umbria con sentenza del 2025, che condannava i proponenti al pagamento delle spese legali.

Palazzo Donini ribadisce infine che l’offerta sanitaria ternana sarà garantita nell’ambito della pianificazione regionale e del nuovo piano socio-sanitario, escludendo qualsiasi deroga o accreditamento straordinario a favore di strutture non autorizzate.

“Come AVS Umbria, condanniamo fermamente l’ennesimo spettacolo volgare del sindaco Bandecchi. Il suo linguaggio, fatto di minacce (“faremo male”) e insulti deliranti (“smettete di utilizzare stupefacenti”) rivolti alle istituzioni regionali, è semplicemente indegno. Esprimiamo la nostra massima solidarietà e il pieno sostegno alla Presidente della Regione, Stefania Proietti, e alla giunta, bersagli di questi attacchi intimidatori. La Regione ha il dovere di vigilare sulla legittimità degli atti, specialmente su procedure complesse come quella stadio-clinica. E’ chiaro che lo stesso  Bandecchi non sia sicuro della bontà del progetto, perchè non risponde nel merito ai rilievi tecnici ma lancia fango e minacce. La legalità vale per tutti.” Federica Porfidi e Gianfranco Mascia AVS Umbria

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