Una domenica di fede, speranza e impegno per la pace
di RitaPaltracca
Pace. Solo quattro lettere, un suono dolce e armonioso, capace di evocare serenità solo a pronunciarla. Eppure, spesso è una delle realtà più difficili da raggiungere. In un mondo segnato da conflitti, tensioni e disuguaglianze, la pace è diventata un obiettivo da costruire ogni giorno, con impegno e perseveranza.
Quella di oggi, domenica 12 ottobre, è stata una mattinata speciale: il giorno della storica Marcia della Pace Perugiassisi, un appuntamento di riflessione, preghiera e cammino, simbolo di una volontà condivisa di costruire un mondo più giusto e umano. Alle ore 7.00, nella Basilica di San Pietro, in Borgo XX Giugno a Perugia, si è celebrata la Santa Messa che ha aperto ufficialmente la giornata. La celebrazione si è svolta alla presenza di importanti figure del mondo religioso e civile: Mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi Italia, Mons. Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia, padre Alex Zanotelli e don Luigi Ciotti. Un momento di raccoglimento e fede che ha dato avvio a una giornata di cammino verso la pace, anime e di voci unite da un unico desiderio: dare un senso concreto alla parola pace.
La chiesa era gremita, colorata dalla presenza di fedeli e pellegrini giunti da ogni parte d’Italia. Tra canti e silenzi di riflessione, preghiere e scambi di pace, si è acceso un forte senso di comunità. L’arcivescovo Maffeis, nel suo saluto iniziale, ha invitato i presenti ad “abbracciare ogni fratello”, a vedere in ogni volto un luogo di pace. Ha parlato della necessità di superare l’egoismo, di costruire ponti e non muri, e di cercare nella giustizia la vera gloria dell’essere umano per servire la pace.
A seguire ha preso la parola padre Alex Zanotelli, voce profetica del nostro tempo, fondatore di movimenti che promuovono la pace, la giustizia sociale e la solidarietà. “È la prima volta che, da Vescovo, presiedo la presenza divina nella Parola di Dio” – ha dichiarato. Ha poi ricordato come la prima parola di Gesù sia stata il “creato”, e quanto sia importante custodirlo nel cammino di ogni individuo. “Gesù è sceso per strada, in mezzo alla sua gente. Ora tocca a noi fare lo stesso”. Il mondo in cui viviamo può essere migliore, se lo vogliamo davvero, e in questo clima difficile anche il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nella sua visita ufficiale in Slovenia ha espresso seria preoccupazione per l’attuale clima internazionale, paragonandolo a quello del 1914, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale. “Solo rimettendoci in piedi, come popoli e come individui, potrà rinascere la speranza di un mondo migliore.”

Nel corso della messa, la preghiera per la pace si è rivolta a tutte le vittime della guerra. I tanti bambini morti, feriti o dispersi, i migranti in fuga, i popoli oppressi da conflitti dimenticati, come in Sudan o in Congo e tante altre guerre. Un pensiero speciale è andato a chi, ogni giorno, cerca di sopravvivere in mezzo alla distruzione, alla fame e all’indifferenza.
Un caloroso ringraziamento è stato rivolto agli scout, presenti in gran numero. Con i loro canti e la loro gioia, hanno portato una luce nuova tra i banchi della chiesa, dando voce alla pace e alla preghiera. Al termine della celebrazione, dopo la benedizione di “Buona Marcia”, un portavoce degli scout ha annunciato la distribuzione di piccoli doni simbolici: bandiere della pace, un elenco aggiornato di tutte le guerre in corso nel mondo e un sacchetto con le mandorle della Palestina. Un gesto toccante: il mandorlo è infatti il primo albero a fiorire e l’ultimo a morire, simbolo perfetto di resilienza e speranza.

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