Sciopero umbro [VIDEO] dei lavoratori dei rifiuti per il rinnovo del contratto

Sciopero umbro dei lavoratori dei rifiuti per il rinnovo del contratto

In piazza 1500 addetti del comparto igiene per tutele e sicurezza

Oltre 1.500 lavoratori dell’igiene ambientale dell’Umbria incroceranno le braccia venerdì 17 ottobre per uno sciopero di otto ore indetto dalle sigle sindacali Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, a seguito del mancato accordo con le associazioni datoriali sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl). La notizia è stata resa nota – come riportato nel comunicato di AVInews – dai segretari regionali e provinciali delle quattro organizzazioni, che hanno ribadito la necessità di un cambio di passo dopo mesi di trattative interrotte senza risultati.

Nel corso della riunione di coordinamento del comparto, svoltasi a Perugia e alla quale hanno partecipato una trentina di delegati delle principali aziende umbre, i sindacati hanno sottolineato che la protesta rappresenta una mobilitazione di rilievo nazionale, con l’obiettivo di sbloccare una vertenza che coinvolge migliaia di addetti in tutta Italia. In Umbria, le strutture territoriali avvieranno assemblee e incontri per spiegare ai lavoratori le motivazioni della protesta, illustrando il quadro di stallo contrattuale che dura da oltre dieci mesi.

Secondo i rappresentanti sindacali Fabrizio Cecchini (Fp Cgil), Pasquale Qualatrucci (Fit Cisl), Walter Bonomi (Uiltrasporti) e Michele Strettomagro (Fiadel), le controparti datoriali hanno mostrato una rigidità inaccettabile, rifiutando proposte che puntavano a rafforzare la sicurezza e a tutelare il potere d’acquisto dei dipendenti, messo a dura prova dall’inflazione. I sindacati denunciano un atteggiamento che non tiene conto delle trasformazioni del settore e del crescente bisogno di garantire servizi ambientali di qualità ai cittadini.

Particolare attenzione è stata posta sulla situazione dei contratti di servizio in Umbria, destinati a scadere nel 2027 in quasi tutti i territori, tranne che nell’Alto Tevere. In vista delle prossime gare d’appalto, le sigle chiedono che venga salvaguardata la cosiddetta clausola sociale, indispensabile per assicurare la continuità occupazionale e il mantenimento dei livelli retributivi nei cambi di gestione. “Senza un rinnovo contrattuale – hanno osservato i sindacati – la clausola rischia di perdere efficacia, con gravi ripercussioni sul personale e sulla qualità del servizio”.

Le richieste al centro della vertenza riguardano l’ampliamento delle tutele su salute e sicurezza, una revisione della classificazione del personale, il rafforzamento del welfare contrattuale e delle indennità, oltre a misure concrete per recuperare il potere d’acquisto eroso negli ultimi anni. I sindacati chiedono inoltre un riconoscimento più chiaro per chi opera negli impianti di trattamento dei rifiuti, dove le condizioni di lavoro risultano più esposte ai rischi.

Lo sciopero del 17 ottobre, spiegano i promotori, non sarà soltanto una rivendicazione salariale, ma un momento di cohesione e solidarietà tra lavoratori di un comparto essenziale per la tutela ambientale e la salute collettiva. “Non permetteremo – affermano Cecchini, Qualatrucci, Bonomi e Strettomagro – che il contratto collettivo venga trasformato in uno strumento di precarizzazione, svuotando di significato i diritti e la rappresentanza sindacale”.

La mobilitazione in Umbria, sottolineano le sigle promotrici, avrà un forte valore simbolico, in una regione che da anni rappresenta un punto di riferimento per la gestione integrata dei rifiuti e per l’impegno dei lavoratori nel garantire un servizio pubblico efficiente e rispettoso dell’ambiente. Con lo sciopero del comparto, le organizzazioni sindacali ribadiscono la volontà di difendere un modello di lavoro fondato su sicurezza, dignità e sostenibilità, in attesa che le controparti aprano finalmente un dialogo costruttivo.

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