Il collettivo Strong Words trasforma la rabbia in musica
La canzone, lanciata e cantata durante la manifestazione del 4 ottobre a Terni, è nata per trasformare l’odio e la rabbia diffusi da Bandecchi in energia positiva e ironica. Un inno corale, allegro e liberatorio, che i Ternani hanno chiesto a gran voce di rendere pubblico.
È uscito su tutte le principali piattaforme di streaming “Bandecchi tu non ci azzecchi”, il nuovo brano del collettivo musicale umbro Strong Words, disponibile su Spotify, Apple Music e YouTube Vevo. La canzone, già cantata durante la manifestazione del 4 ottobre a Terni, è diventata in pochi giorni un simbolo di ironica protesta nei confronti del sindaco Stefano Bandecchi.
Il gruppo, che si definisce “anonimo e senza volto”, spiega di aver composto il brano per trasformare “l’odio e la rabbia diffusi da Bandecchi” in “energia positiva e liberatoria”. Il pezzo si presenta come un coro collettivo, allegro e ritmato, concepito per dare voce al malcontento cittadino in chiave ironica e non violenta. Secondo quanto riferito dal collettivo, l’idea di pubblicarlo sarebbe nata proprio dalla richiesta di molti partecipanti alla manifestazione ternana, che avevano già intonato il ritornello in piazza.
Con un tono satirico ma corale, la canzone riprende lo slogan “Bandecchi tu non ci azzecchi”, diventato virale tra i partecipanti all’evento del 4 ottobre. Il brano, accompagnato da un video diffuso su YouTube, alterna cori, ritmi pop e sonorità di strada, con l’intento dichiarato di “liberare la voce dei cittadini attraverso la musica”.
Strong Words è un collettivo nato in Umbria, che dichiara di voler restare anonimo per mettere al centro i messaggi e non le persone. “In un’epoca ossessionata dall’immagine – affermano nella loro presentazione – vogliamo far sparire il messaggero per rendere assordante il messaggio”. Il gruppo si definisce “un laboratorio musicale e politico di parole forti e consapevoli”, impegnato nel denunciare con la musica “indifferenza, ingiustizia e silenzio mediatico”.
Il nuovo singolo segue “It’s Genocide”, pubblicato lo scorso 5 settembre, un brano che denunciava apertamente il dramma della popolazione civile a Gaza. Anche in quell’occasione, il collettivo aveva scelto toni diretti e immagini forti, unendo sonorità elettroniche e testi impegnati per scuotere l’opinione pubblica.
Nel caso di “Bandecchi tu non ci azzecchi”, invece, la protesta si fa più locale e ironica. Il linguaggio è immediato, il ritmo trascinante, e l’obiettivo dichiarato è quello di “convertire la rabbia in consapevolezza”. Non mancano riferimenti impliciti agli episodi di tensione politica che hanno attraversato la città negli ultimi mesi, ma l’approccio resta leggero e musicale, più vicino a un canto popolare che a un inno politico.
Il collettivo non fornisce dettagli sui propri componenti, limitandosi a indicare la provenienza umbra e l’intento di rimanere anonimi per “non personalizzare il messaggio”. Il brano è già disponibile in streaming su Spotify e su YouTube, dove ha iniziato a circolare rapidamente tra utenti e ascoltatori ternani.
Con questo nuovo progetto, Strong Words conferma la propria identità di voce indipendente e critica del panorama musicale umbro, capace di mescolare protesta e ironia in una forma artistica immediata e partecipata.
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