Voci e canti al campus Unistrapg in sostegno di Gaza

Voci e canti al campus Unistrapg in sostegno di Gaza

Studenti e docenti uniti in una manifestazione di solidarietà

Un momento di intensa partecipazione ha attraversato questa mattina il campus dell’Università per Stranieri di Perugia, dove si è svolta una manifestazione di vicinanza alla popolazione palestinese di Gaza, promossa dalle rappresentanze studentesche. L’iniziativa, che coincide con l’avvio del nuovo anno accademico, ha visto riuniti studenti italiani e stranieri, il rettore, docenti e personale dell’ateneo in un incontro scandito da parole, riflessioni e musica.

L’atmosfera si è fatta subito intensa con la lettura di versi composti da giovani palestinesi: «A Gaza le strade bevono sangue», ha letto con voce ferma una studentessa straniera, dando voce al dolore e alla speranza di chi non può essere presente. Attorno a questo momento di forte impatto si è sviluppata una giornata di confronto, voluta dagli studenti per richiamare l’attenzione sulla drammatica realtà che colpisce la Striscia.

A prendere la parola è stata Marica Carucci, vicepresidente della rappresentanza studentesca Unistrapg, che ha sottolineato il contrasto tra l’inizio delle lezioni a Perugia e l’impossibilità, per i giovani di Gaza, di frequentare scuole e università: «Non possiamo ignorare la negazione di diritti fondamentali – ha affermato – come quello all’acqua, al cibo, alle cure, alla dignità». Le sue parole hanno raccolto l’applauso dei presenti, a conferma di una partecipazione sentita e condivisa.

Anche il corpo docente ha voluto offrire un contributo. Salvatore Cingari, docente di Storia del pensiero politico, ha inviato un messaggio video invitando gli studenti a non cedere alla rassegnazione davanti alle ingiustizie e a farsi portatori di cambiamento in nome dei diritti universali.

Nel cuore della mattinata è intervenuto Alessandro Simoncini, docente e studioso di diritti sociali, che ha ripreso le riflessioni del sociologo britannico Iain Chambers: «La Palestina – ha ricordato – è il cuore di tenebra dell’universalismo occidentale». Una definizione, ha spiegato, che svela le contraddizioni di un sistema che distingue tra vite che hanno valore e vite che non ne hanno. Simoncini ha parlato di una disposizione coloniale e razziale, legata anche agli interessi economici e geopolitici, facendo riferimento agli accordi di normalizzazione del Medio Oriente e ai progetti strategici promossi dagli Stati Uniti e da Israele.

Le testimonianze accademiche hanno lasciato spazio, nel finale, a un momento carico di emozione: alcune studentesse palestinesi hanno intonato canti tradizionali, portando nel cortile dell’ateneo le sonorità e la memoria della loro terra. Tra gli applausi e la commozione dei presenti, la manifestazione si è conclusa con un senso di comunità e di vicinanza, suggellato dal ringraziamento delle giovani al pubblico e all’ateneo per aver dato spazio a questa voce collettiva.

L’iniziativa, come riportato nel comunicato dell’Università per Stranieri di Perugia, ha voluto essere più di un semplice evento accademico: un segnale di attenzione umana e politica verso una popolazione che vive sotto assedio. Con poesie, interventi e canti, il campus ha ospitato un momento di riflessione e solidarietà che ha unito culture, generazioni e sensibilità diverse intorno a un messaggio comune: non dimenticare Gaza e i suoi giovani.

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