Proietti: pratica residuale. Arcudi: servono più dati chiari
Tensione in Assemblea legislativa umbra sulla controversa strategia dell’overbooking sanitario. Durante il Question time odierno, il consigliere regionale Nilo Arcudi (Tesei per l’Umbria-Umbria Civica) ha incalzato la presidente della Giunta Stefania Proietti sui meccanismi di sovraprenotazione adottati dalle strutture sanitarie regionali per contenere i tempi d’attesa.
La questione è emersa dopo che lo scorso luglio diverse testate, tra cui il Quotidiano Sanità e la sede regionale Rai, avevano sollevato il caso delle prenotazioni eccedenti la capacità reale degli ambulatori umbri. Secondo le denunce della Federazione Cimo-Fesmed Umbria, questa metodologia comporterebbe la programmazione di appuntamenti in numero superiore alle effettive disponibilità, compensando così le assenze dei pazienti che non si presentano alle visite programmate.
Arcudi ha chiesto chiarimenti normativi sulla legittimazione di tale prassi, oltre a conoscere le misure di protezione per il personale sanitario sottoposto a maggiori pressioni lavorative. Il consigliere ha sottolineato come questa modalità organizzativa generi tensioni con l’utenza e sovraccarichi operativi, richiedendo invece interventi strutturali come l’incremento degli organici, l’ottimizzazione del Centro Unico Prenotazioni e un impiego calibrato della libera professione.
La problematica dell’overbooking sanitario, come illustrato nell’interrogazione consiliare, rappresenterebbe una risposta al fenomeno del “no show”, termine tecnico che indica i pazienti che mancano agli appuntamenti fissati. Tuttavia, secondo il sindacato medico, l’implementazione sarebbe avvenuta senza confronto preliminare con i professionisti e le organizzazioni sindacali, creando difficoltà nell’erogazione delle prestazioni e deteriorando il clima lavorativo nelle strutture di cura.
La presidente Proietti ha risposto evidenziando le origini cronologiche della pratica, introdotta attraverso il piano regionale per la gestione delle liste d’attesa 2022-2025, approvato dalla precedente amministrazione nel maggio 2022. Secondo quanto specificato nei documenti programmatici, tutte le strutture sanitarie regionali erano tenute a implementare questa modalità di prenotazione, con la precisazione che un’offerta sanitaria adeguatamente potenziata renderebbe l’overbooking marginale.
Il piano operativo originario prevedeva anche controlli sul debito orario dei professionisti e l’applicazione delle relative normative regolamentari. L’attuale Giunta regionale, pur mantenendo la pratica per i soli percorsi diagnostico-terapeutici di nuova attivazione, ha specificato l’obiettivo di garantire l’appuntamento immediato nella maggior parte dei casi, rispettando i tempi d’attesa nel 90% delle situazioni per le classi di urgenza U e B.
La gestione moderna del sistema si avvale degli strumenti informatici forniti dalla società Punto Zero, che permettono il monitoraggio costante dei tempi d’attesa e il controllo delle scadenze nelle diverse categorie di priorità delle impegnative mediche. Questi cruscotti digitali consentono l’estrazione di dati specifici per la gestione dei percorsi di tutela sanitaria, facilitando la programmazione delle prestazioni.
Secondo la presidente, l’overbooking rappresenta attualmente una strategia residuale rispetto alle principali azioni messe in campo dalla Regione, che includono l’incremento delle risorse umane e tecnologiche, l’espansione dell’offerta congiunta, la riorganizzazione delle reti cliniche e l’ottimizzazione delle agende di prenotazione. Tutti questi interventi vengono sviluppati in collaborazione costante con le rappresentanze sindacali e gli operatori sanitari.
L’amministrazione regionale punta inoltre sull’ottimizzazione della domanda attraverso misure di appropriatezza clinica e sull’adeguamento dell’offerta sanitaria, con particolare attenzione alla revisione delle agende di primo e secondo livello. Il monitoraggio continuo e il controllo sistematico completano il quadro degli strumenti a disposizione per migliorare l’accesso alle cure.
Nella replica, il consigliere Arcudi ha manifestato insoddisfazione per la risposta ricevuta, criticando il riferimento al passato e sottolineando la necessità di affrontare le problematiche attuali. L’esponente dell’opposizione ha espresso dubbi sull’efficacia complessiva delle misure adottate per ridurre le liste d’attesa, lamentando la mancanza di trasparenza nei dati e annunciando nuovi accessi agli atti per ottenere informazioni più chiare.
Secondo Arcudi, nella pratica quotidiana non si percepisce l’efficacia delle azioni intraprese per la riduzione dei tempi d’attesa, nonostante gli impegni assunti dalla presidente di azzerare le liste in tre mesi. La questione dell’overbooking sanitario continua quindi a rappresentare un punto di attrito politico, con l’opposizione che chiede maggiore chiarezza sui risultati concreti delle politiche sanitarie regionali.
La vicenda evidenzia la complessità della gestione sanitaria regionale, dove l’equilibrio tra efficienza organizzativa e qualità delle prestazioni rimane una sfida aperta. Il dibattito proseguirà nelle prossime sedute consiliari, con l’opposizione determinata a ottenere dati più precisi sull’effettiva riduzione delle liste d’attesa.

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