Indagine svela corruzione e turbata libertà degli incanti locali
Oggi, i finanzieri del Comando Provinciale di Perugia hanno eseguito un’ordinanza del G.I.P. del Tribunale locale, applicando cinque misure cautelari a carico di funzionari pubblici e imprenditori, come comunicato dall’ufficio inquirente. Due funzionari della Provincia di Perugia e del Consorzio Bonifica Val di Chiana Romana e Val di Paglia sono stati posti agli arresti domiciliari. Misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per un geometra di Ficulle e interdizione temporanea dal contrattare con la P.A. per un titolare d’impresa di Perugia completano il provvedimento.
Le indagini, avviate dopo la denuncia di un professionista cui era stato richiesto denaro tramite intermediario per ottenere un incarico di progettazione, hanno evidenziato un sistema consolidato di accordi tra pubblici ufficiali e imprenditori, finalizzato a manipolare l’aggiudicazione di lavori pubblici. Secondo quanto riferito dai finanzieri, le informazioni riservate sulle gare venivano anticipate, consentendo agli imprenditori coinvolti di coordinare tempi e ribassi per ottenere vantaggi indebiti.
Particolare attenzione è stata rivolta alla gara per la ricostruzione spondale del fiume Chiani nel Comune di Monteleone di Orvieto, del valore di quasi un milione di euro. Le investigazioni hanno documentato come l’amministratore di una società abbia condiviso dettagli strategici con altri sette imprenditori, determinando l’assegnazione dei lavori attraverso subappalti formalmente regolari ma sostanzialmente manipolati. Intercettazioni telefoniche, localizzatori G.P.S. e osservazioni sul campo hanno confermato il modus operandi fraudolento, riconosciuto dallo stesso Gip, il quale ha sottolineato l’elevata pericolosità sociale dei coinvolti e la concreta probabilità di reiterazione dei comportamenti illeciti.
Altri casi emersi riguardano l’assegnazione di lavori stradali formalmente a società “prestanome”, ma materialmente gestiti dall’imprenditore originario, con determinazione dei costi e dei subappalti in totale violazione dei principi di trasparenza. La ricostruzione investigativa, secondo quanto riferito dagli inquirenti, ha incluso anche la consegna di una busta contenente buoni carburante, colta in flagrante durante l’attività di polizia giudiziaria.
Le misure odierne seguono l’interrogatorio preventivo disposto ai sensi della legge 114/2024 “Legge Nordio”, confermando il rischio concreto di reiterazione del reato. Gli inquirenti confermano che l’azione mira a ripristinare la regolarità nelle procedure di affidamento degli appalti e a tutelare l’interesse pubblico compromesso dalle condotte scorrette.

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