Il mercato degli affitti alternativi apre a investitori e città
Nel cuore dell’Umbria si sta consolidando un settore immobiliare innovativo che risponde alle esigenze di un pubblico in continua evoluzione, dai professionisti in smart working agli studenti e ai turisti senior. Questo cambiamento, descritto in un comunicato stampa della Borsa Immobiliare dell’Umbria, vede protagoniste le abitazioni alternative, che offrono flessibilità e servizi in un contesto di crescente mobilità.
Secondo l’analisi fornita da Paola Berlenghini, membro del Comitato di Vigilanza della Borsa Immobiliare, il trend è in costante aumento. Le persone cercano soluzioni abitative già arredate, con servizi di pulizia e spazi comuni che favoriscano la socialità e il lavoro a distanza. Questa trasformazione non riguarda solo gli investitori, ma anche le amministrazioni locali, che possono usare questo fenomeno per rigenerare quartieri storici e valorizzare il patrimonio edilizio esistente.
Il mercato richiede principalmente immobili ben collegati, efficienti dal punto di vista energetico e con un buon potenziale di ristrutturazione. La tendenza si orienta verso contratti di breve o medio termine, che si adattano perfettamente a una clientela che non desidera vincoli a lungo termine. La riqualificazione di un immobile datato, come quelli degli anni ’70 o ’80, richiede un investimento sostenibile, con tempi di lavorazione che vanno dai 3 ai 12 mesi. Il lavoro di riqualificazione si concentra sul miglioramento dell’isolamento termico e sull’aggiornamento degli impianti. Come sottolineato da Berlenghini, investire in un immobile in centro storico non è solo una scelta economica, ma anche un modo per recuperare il valore storico e architettonico e contribuire al ripopolamento dei borghi.
Dal punto di vista della redditività, l’esperta ha fornito un esempio concreto: un appartamento ristrutturato nel centro di Orvieto può garantire un rendimento medio del 3%. Un ulteriore incentivo è la cedolare secca agevolata al 10%, una misura che riduce il carico fiscale per chi affitta. Tuttavia, nonostante le recenti decisioni favorevoli della Cassazione che hanno esteso l’applicazione della cedolare anche ai contratti con inquilini con partita IVA, la mancanza di chiarezza normativa e un non perfetto allineamento dell’Agenzia delle Entrate creano incertezza tra gli investitori.
Per sbloccare il pieno potenziale di questo mercato, è indispensabile una riforma legislativa che dia certezze a tutti gli attori coinvolti, come ribadito da Paola Berlenghini. L’obiettivo è superare l’attuale stallo normativo, che risale a leggi degli anni ’70 e ’90, per facilitare le locazioni transitorie e rispondere in modo efficace alla crescente domanda abitativa. L’esperta conclude sottolineando l’importanza di un approccio non solo finanziario, ma anche etico e culturale. Recuperare e valorizzare gli immobili in centro storico significa infatti mantenere viva la memoria dei luoghi e dare nuova linfa vitale al tessuto sociale ed economico locale. Questo trend emerge quindi come una risposta non solo alle nuove esigenze abitative, ma anche come un’opportunità strategica per lo sviluppo territoriale e il rilancio sociale dell’Umbria.
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