Nuovi alloggi per studenti, ma resta emergenza abitativa grave
Di Tommaso Benedetti
Con la riapertura del Padiglione C del Collegio Innamorati, gli studenti perugini potranno contare su 36 posti letto aggiuntivi già disponibili dall’inizio dell’Anno Accademico 2025/2026. La struttura, in passato demolita per problemi di sicurezza, è stata restituita alla comunità studentesca dopo un percorso di ricostruzione che rappresenta un segnale positivo, seppure insufficiente, rispetto alla crescente domanda di alloggi universitari.
L’inaugurazione, avvenuta ieri mattina, è stata accolta con favore dalle realtà rappresentative degli studenti, che sottolineano però come la misura non sia ancora in grado di affrontare in maniera strutturale la crisi abitativa che da anni caratterizza il capoluogo umbro. La pressione sulle residenze A.Di.S.U. rimane infatti molto elevata, con richieste superiori di gran lunga all’offerta disponibile.
A rimarcare la situazione è Giorgia Chioccoloni, Garante A.Di.S.U. in Commissione di Garanzia degli studenti. Secondo i dati riportati, a partire dal 2022 l’aumento delle immatricolazioni negli Atenei cittadini ha fatto crescere la richiesta di alloggi a titolo gratuito, senza che le residenze pubbliche fossero in grado di soddisfare tale esigenza. Le conseguenze sono state immediate: centinaia di studenti idonei ma non beneficiari si sono trovati privi di posto letto, costretti in numerosi casi a rinunciare a studiare in Umbria o a rivolgersi al mercato privato, dove i prezzi continuano a salire.
Il problema è ulteriormente aggravato da quanto riportato dall’ultimo report di Immobiliare.it, che ha certificato per Perugia un incremento dei canoni d’affitto pari al 13% in un solo anno. Un aumento che, come evidenziato, ha superato perfino quello registrato in città universitarie di maggiore dimensione come Roma, Milano e Bologna. Nel confronto nazionale, Perugia si colloca immediatamente dietro Napoli, Siena, Ferrara, Bergamo e Catanzaro, città che hanno registrato i rincari più alti. La tendenza viene giudicata allarmante, poiché in un breve arco di tempo i costi degli alloggi sono diventati un ostacolo significativo per le famiglie e per gli stessi giovani universitari.
Di fronte a questo quadro, le richieste degli studenti si concentrano su una programmazione più ampia e stabile. Nicoletta Schembari, coordinatrice di UdU Perugia, ha sottolineato che solo investimenti mirati sulla residenzialità pubblica possono risolvere la questione degli idonei non beneficiari e garantire un accesso equo agli alloggi. Secondo la rappresentante, un piano di lungo periodo dedicato alle strutture A.Di.S.U. consentirebbe non soltanto di ampliare i posti gratuiti, ma anche di offrire spazi a pagamento a tariffe sostenibili, attenuando la pressione sugli affitti privati.
La stessa Schembari ha ricordato che negli ultimi anni il sindacato studentesco ha promosso numerose iniziative e mobilitazioni per ottenere un impegno concreto delle istituzioni. Per questo motivo la riapertura del Padiglione C viene accolta positivamente, in quanto simbolo di una possibile inversione di tendenza. Tuttavia, gli studenti auspicano che l’intervento non resti un episodio isolato, ma si inserisca all’interno di una strategia complessiva in grado di rafforzare il diritto allo studio e di garantire condizioni dignitose di residenzialità in tutta l’Umbria.
Il Collegio Innamorati, con i suoi nuovi 36 posti, rappresenta dunque un segnale incoraggiante ma ancora limitato, a fronte di una domanda crescente che mette a rischio la permanenza in città di numerosi studenti. La sfida per le istituzioni resta quella di trasformare iniziative puntuali in un piano organico e duraturo, capace di coniugare l’espansione delle residenze pubbliche con misure di contenimento dei costi degli alloggi privati. In questo scenario, la comunità accademica attende risposte che possano ridare centralità al diritto allo studio, elemento cardine per il futuro delle giovani generazioni in Umbria.

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