Paura all’Ottagono, residenti aggrediti da una gang

Paura all’Ottagono, residenti aggrediti da una gang
credits: Il Messaggero

Calci e minacce a chi protesta, cresce l’allarme sicurezza

Una notte segnata dalla violenza ha scosso nuovamente la comunità dei residenti dell’Ottagono, quartiere già al centro di numerosi esposti e richieste di intervento per la sicurezza. Intorno all’una, un abitante del complesso residenziale è sceso in strada per chiedere la fine dei rumori eccessivi provenienti da un gruppo che, tra sedie, sdraio e casse di birra, aveva trasformato la piazzetta e via Martiri dei Lager in un ritrovo notturno. La sua richiesta di rispetto si è però trasformata in un incubo: strattonamenti, minacce e persino un calcio in pancia, prima che l’intervento di un operatore della One, servizio di vigilanza privata pagato dagli stessi residenti, ponesse fine all’aggressione.

Secondo la ricostruzione dei testimoni – come scrive Egle Priolo su Il Messagero -, l’uomo aveva preso il telefono per documentare con un breve video la situazione sotto le finestre. Una donna del gruppo si è accorta delle riprese e gli ha intimato di smettere. L’abitante ha assicurato che avrebbe cancellato il filmato, ribadendo però il suo diritto al silenzio e al riposo. Ne è nato un confronto degenerato: la donna lo ha afferrato per un braccio e, divincolandosi, è finita contro un muro. A quel punto tre o quattro uomini sono intervenuti con toni minacciosi e uno di loro lo ha colpito allo stomaco.

L’arrivo dell’addetto alla sicurezza ha evitato ulteriori conseguenze, ma la paura non è terminata. Il gruppo ha infatti seguito il residente fino alla porta di casa, lasciando intendere di conoscere la sua abitazione. Una vera intimidazione che ha aumentato il clima di tensione. «Adesso sanno dove vive», hanno raccontato alcuni vicini che hanno assistito dalle finestre, temendo ritorsioni future.

Il contesto non è nuovo. Da tempo, spiegano i residenti, il gruppo di sudamericani rende difficili le notti e persino le prime ore del mattino. Solo pochi giorni fa, poco prima delle sei, lo stesso quartiere era stato svegliato da attività fisiche e giochi sul campetto recentemente riqualificato. «Va bene la vitalità, ma così non possiamo più riposare», riferiscono i firmatari degli esposti.

Due denunce collettive sono già state presentate, firmate da decine di persone tra professionisti, studenti e famiglie. La richiesta è chiara: maggiore controllo delle forze dell’ordine e una gestione differente del campetto, per impedire che diventi un luogo occupato dal gruppo a qualsiasi ora del giorno e della notte. Nonostante questo, la situazione resta critica e le chiamate alle pattuglie sono ormai frequenti. L’ultima è avvenuta proprio durante una lite accesa che ha richiesto l’arrivo tempestivo dei carabinieri.

Molti abitanti dell’Ottagono parlano di una condizione diventata insostenibile: «Il nostro vicino doveva forse rimanere in silenzio? Non aveva il diritto di chiedere rispetto? Ora rischia persino di dover lasciare la zona per le conseguenze di essersi esposto». Le paure si intrecciano alla rabbia per l’assenza di risposte concrete, mentre cresce il senso di insicurezza condiviso da tutta la comunità.

La vicenda è stata segnalata anche al consigliere comunale con delega alla sicurezza, Antonio Donato, al quale i residenti hanno domandato di rafforzare controlli e identificazioni. L’obiettivo è impedire che il gruppo percepisca un potere di fatto sulla zona, minando la vivibilità del quartiere.

In attesa di sviluppi istituzionali, resta l’immagine di una notte in cui un semplice invito alla calma si è trasformato in un episodio di violenza fisica e psicologica, alimentando un clima di paura che, per chi abita all’Ottagono, non si dissolve con il sorgere del sole.

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