Arrivati con volo militare nell’ambito della missione MedEvac
Un aereo C-130 dell’Aeronautica Militare, impiegato su disposizione del governo italiano, è atterrato alle 23.30 all’aeroporto militare di Ciampino con a bordo sei bambini palestinesi bisognosi di cure urgenti, provenienti dalla Striscia di Gaza e accompagnati da familiari e operatori sanitari. Tra i piccoli pazienti trasportati, un bambino di otto anni, giunto con i nonni e una zia, è stato destinato all’Umbria, dove ha trovato accoglienza presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il trasferimento, avvenuto in piena notte, ha consentito il ricovero immediato nel reparto di pediatria per l’avvio delle cure necessarie a seguito delle gravi ferite riportate nel contesto del conflitto in corso.
Ad accogliere i bambini a Ciampino erano presenti il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, l’Imam Salameh Ashour e la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti. Quest’ultima, insieme alla Protezione Civile regionale e al personale del 118, ha preso in carico il piccolo paziente umbro e i suoi familiari. L’arrivo ha suscitato momenti di forte commozione: i bambini, visibilmente provati dalla guerra, hanno mostrato segni di stanchezza e sofferenza, ma anche qualche timido sorriso, espressione di resilienza nonostante le difficoltà affrontate.
L’operazione rientra nella missione umanitaria MedEvac, coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile e dal Ministero degli Affari Esteri, sotto la direzione della Presidenza del Consiglio. L’intervento ha coinvolto il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Meccanismo europeo di Protezione Civile. L’iniziativa amplia il sostegno italiano alla popolazione civile della Striscia di Gaza, affiancando alle forniture alimentari previste dal progetto “Food for Gaza” attività di evacuazione e assistenza medica.
Grazie a questa missione, il numero complessivo di persone accolte in Italia dall’inizio delle operazioni umanitarie raggiunge quota 580, comprendendo 181 pazienti e 399 accompagnatori. Si tratta della quattordicesima evacuazione sanitaria organizzata dal nostro Paese per minori e adulti colpiti dal conflitto.
Il piccolo giunto in Umbria è stato affidato alle cure del professor Giuseppe Di Cara e dell’équipe del primario Alberto Verrotti di Pianella. Il personale medico e sanitario dell’ospedale, insieme ai mediatori culturali e ai volontari della Caritas di Perugia, è stato mobilitato per garantire assistenza immediata e continuativa. La Prefettura di Perugia, in collaborazione con la direzione regionale salute, si occuperà dell’accoglienza dei familiari, provvedendo a vitto, alloggio e supporto logistico, anche attraverso il contributo della Fondazione Chianelli.
Il trasferimento del bambino e della sua famiglia è avvenuto in un contesto di stretta sinergia istituzionale. Oltre al personale sanitario, sono stati impegnati operatori della Protezione Civile regionale, volontari della Misericordia e il servizio di emergenza guidato dal dottor Francesco Borgognoni. Il coordinamento tra enti locali, strutture ospedaliere e ministeri competenti ha permesso di concludere con successo un’operazione definita tra le più complesse per le condizioni critiche dei piccoli pazienti trasportati.
Anche il contesto umanitario più ampio resta critico. Il conflitto in corso nella Striscia di Gaza continua a generare vittime civili, con un impatto particolarmente grave sui bambini. La missione MedEvac rappresenta uno degli interventi più concreti messi in campo dall’Italia per alleviare le sofferenze delle persone colpite, garantendo cure mediche in strutture sicure e specializzate.
Il percorso di cura previsto per il piccolo palestinese a Perugia comprenderà trattamenti specialistici, riabilitazione e supporto psicologico, elementi indispensabili per favorire un recupero non solo fisico, ma anche emotivo. L’Umbria, con la propria rete ospedaliera e i servizi di accoglienza, offrirà le risorse necessarie per assistere il bambino e i suoi familiari durante il periodo di permanenza.
L’arrivo in Italia di questi sei bambini da Gaza non è un episodio isolato, ma parte di un programma strutturato di intervento umanitario che coinvolge personale medico, militare e civile, in un’azione corale volta a salvare vite e restituire dignità alle vittime innocenti della guerra.
“Non ci sono parole – ha detto la presidente della Regione Umbria – per esprimere la commozione nell’abbracciarlo a nome di tutta la comunità umbra, che da oggi ha adottato lui e la sua famiglia. Insieme li ricopriremo di affetto e di cure, come stiamo facendo da qualche settimana con un’altra famiglia proveniente da Gaza. È un piccolo messaggio di speranza e di umanità che va oltre la guerra, verso chi soffre e ha impresse nella propria vita le ferite di una guerra che da troppo tempo sta seminando morte, distruzione e miseria. È un gesto concreto che l’Umbria, terra di accoglienza e di pace, ha compiuto e continuerà a compiere, con le migliori cure sanitarie ma anche con la piena integrazione del piccolo e della sua famiglia con la nostra comunità regionale sempre pronta ad aiutare i più deboli, i bambini ed i malati”
“È un dovere morale – ha aggiunto la presidente – stare sempre dalla parte delle vittime innocenti di una guerra che non hanno scelto, come non hanno scelto di nascere in un paese dove non esiste la pace. È un imperativo di umanità accogliere i bambini mutilati e bisognosi di cure – ha ribadito la presidente – abbiamo le strutture, abbiamo il personale sanitario, abbiamo i volontari, abbiamo la volontà e il cuore per compiere gesti significativi contro la barbarie della guerra e per garantire il diritto alla vita, alla salute e alla dignità a coloro che con i loro occhi hanno visto tante atrocità”.
“Questi sono atti di speranza, che sono gocce nel mare della sofferenza di una guerra folle e della tragedia di un genocidio, ma – ha concluso la presidente – se pensiamo al valore infinito della vita salvata anche di un solo bambino, un ringraziamento va ai ministeri interessati, all’Aeronautica Militare e ai tantissimi volontari che si sono prodigati per questa missione di salvataggio, la più numerosa e complessa per le condizioni dei piccoli. L’Italia che salva, che si mobilita, l’Italia della diplomazia e dell’accoglienza, l’Italia che ripudia la guerra e si oppone alla follia dell’invasione di Gaza, è l’Italia che vogliamo vedere, come l’abbiamo vista questa notte”.
“Voglio ringraziare il Governo Meloni per aver reso possibile questa operazione – dichiara Marco Squarta, europarlamentare umbro di Fratelli d’Italia ed ECR –. L’Italia dimostra di essere in prima linea quando si tratta di salvare vite, agendo con concretezza e rapidità. E sono orgoglioso che la mia regione, l’Umbria, possa contribuire a questo grande gesto di umanità, accogliendo a Perugia un bambino che ha bisogno di cure e di serenità.”
“Ma non possiamo ignorare il contesto – prosegue Squarta –. Israele deve fermare immediatamente il massacro. A pagare il prezzo più alto di questo conflitto sono stati e continuano a essere bambini innocenti. È inaccettabile per qualsiasi coscienza civile. La sicurezza non può mai giustificare la morte di minori e la distruzione indiscriminata. È tempo che prevalgano il diritto alla vita e alla dignità umana sulla logica della guerra.”

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