Evaso dai domiciliari il 18enne accusato per Andrea Prospero

Evaso dai domiciliari il 18enne accusato per Andrea Prospero

Giudizio immediato fissato per l’8 ottobre a Perugia

È uscito di casa senza autorizzazione, violando gli arresti domiciliari, il giovane E.V., conosciuto online come Valemno, che deve rispondere dell’accusa di istigazione e aiuto al suicidio per la morte di Andrea Prospero, il 19enne trovato morto a gennaio nel centro storico di Perugia. Il ragazzo romano, 18 anni, era stato posto ai domiciliari a marzo presso l’abitazione dei genitori in zona Prenestina a Roma. Ma, il 12 giugno, ha lasciato l’appartamento, esasperato da continue tensioni familiari, esplose dopo la notifica dell’arresto da parte della polizia.

Non si è trattato di una fuga vera e propria, scrvie Egle Priolo su Il Messaggero, ma di un gesto nato da una condizione domestica diventata insostenibile. Tuttavia, la legge è chiara: quella breve uscita rappresenta a tutti gli effetti un’evasione. Nonostante ciò, non è stata disposta alcuna misura cautelare più severa: E.V. è stato semplicemente trasferito a casa di un parente, dove attenderà l’inizio del processo.

Il giovane è stato protagonista di una drammatica conversazione in chat, l’ultima della vittima, durante la quale suggerì a Prospero di assumere una quantità letale di farmaci. Dopo averlo incoraggiato, aveva poi espresso rimorso per non averlo fatto assieme a lui. La dinamica è stata ricostruita dagli investigatori attraverso l’analisi dei dispositivi sequestrati, ritenuti cruciali per chiudere l’indagine.

Il processo a carico di E.V. inizierà l’8 ottobre, in giudizio immediato, come disposto dal giudice su richiesta della Procura. La decisione è arrivata a seguito della conclusione delle indagini condotte dalla squadra mobile di Perugia e dalla polizia postale, coordinate rispettivamente da Maria Assunta Ghizzoni e Michela Sambuchi. I magistrati, ritenendo sufficientemente solido il materiale probatorio, hanno optato per saltare l’udienza preliminare.

Nel frattempo, è stata respinta l’istanza di revoca dei domiciliari presentata dall’avvocato Alessandro Ricci, legale del ragazzo. Dall’inchiesta è emerso anche un secondo filone: durante il ritrovamento del corpo di Andrea Prospero in un appartamento in via del Prospetto, furono sequestrati un computer e cinque telefoni, che hanno portato gli inquirenti a indagare su eventuali attività illecite nel dark web, tra cui compravendita di sostanze psicotrope e truffe online.

La famiglia della vittima, rappresentata dagli avvocati Francesco Mangano e Carlo Pacelli, ha recentemente recuperato gli effetti personali di Andrea, inclusi vestiti, documenti e denaro contante, rinvenuti nella casa dove il ragazzo ha trovato la morte.

Il quadro dell’accusa è ora completo e l’attesa si sposta sull’udienza di ottobre, quando il caso sarà sottoposto al vaglio del tribunale senza ulteriori passaggi istruttori. Intanto, il giovane Valemno resta sotto custodia cautelare, in attesa di rispondere davanti alla giustizia per una vicenda che ha scosso profondamente l’opinione pubblica e che continua a far luce sulle dinamiche estreme che si nascondono dietro le relazioni digitali.

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