Opposizioni: manovra fiscale fondata su dati non veritieri
La relazione presentata dalla Corte dei conti sul rendiconto generale della Regione Umbria per l’anno 2024 ha suscitato un duro intervento dei consiglieri regionali di opposizione, che contestano apertamente la narrazione istituzionale della presidente Donatella Proietti e del suo esecutivo. Secondo i rappresentanti della Lega, di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e del gruppo Tesei Presidente-Umbria Civica, le affermazioni della Giunta sarebbero state nettamente sconfessate dal giudizio tecnico del massimo organo di controllo contabile dello Stato.
Il punto centrale del contendere riguarda il presunto disavanzo sanitario di 243 milioni di euro, comunicato dalla Giunta regionale come giustificazione per l’introduzione della manovra tributaria straordinaria varata nel corso della scorsa primavera. I consiglieri dell’opposizione, tra cui Tesei, Melasecche, Pace, Agabiti, Giambartolomei, Romizzi, Pernazza e Arcudi, citano testualmente quanto rilevato dalla Corte dei conti per dimostrare l’infondatezza di quella cifra: secondo quanto emerge dalla relazione, l’ammontare comunicato non rappresentava la reale entità del disavanzo del sistema sanitario regionale. La Corte ha invece stabilito che l’impegno finanziario era di 90 milioni, poi rideterminato in via definitiva a 34 milioni, tenendo conto delle risorse derivanti da meccanismi di payback e premialità.
La cifra di 243 milioni – precisa l’organo contabile – faceva riferimento esclusivamente alle gestioni delle aziende sanitarie e ospedaliere, senza tener conto degli elementi positivi provenienti dalla Gestione sanitaria accentrata. In base a questa constatazione, la reale esposizione debitoria della sanità umbra risulterebbe decisamente inferiore a quella divulgata pubblicamente, generando per l’opposizione una grave responsabilità politica in capo alla Giunta, accusata di aver diffuso informazioni parziali per giustificare un intervento fiscale privo di reale urgenza.
Nella documentazione ufficiale, la Corte dei conti chiarisce inoltre che già al momento dell’approvazione della manovra fiscale 2025-2027, la Giunta era pienamente consapevole della reale portata del disavanzo. La Regione aveva già elementi conoscitivi sufficienti per valutare l’effettivo stato della finanza sanitaria, grazie alle anticipazioni sui fondi premiali e sul payback. Questi elementi – ribadiscono i consiglieri di opposizione – erano già noti e disponibili per orientare le scelte politiche in maniera proporzionata alla situazione contabile effettiva.
Altro punto oggetto di contestazione riguarda la contabilizzazione del credito da payback sui dispositivi medici per il periodo 2015-2018, inserito dalla Regione per oltre 40 milioni di euro. Anche in questo caso, la Corte richiama l’amministrazione alla necessità di aggiornare le poste di bilancio in relazione all’evoluzione del quadro normativo nazionale, che risulta ancora in via di definizione. Tali risorse, accantonate con criteri di prudenza, potrebbero risultare sovrastimate e, una volta chiarita la disciplina definitiva, tornare disponibili per impieghi effettivi. Per l’opposizione, questa precisazione conferma che le poste passive evidenziate dalla Giunta erano state sovrastimate e che, al netto delle rettifiche future, la Regione avrebbe potuto contare su un avanzo, seppur minimo, già sin dalle prime valutazioni.
La posizione dei gruppi di minoranza diventa ancora più critica in relazione all’affidamento esterno dell’assessment economico-finanziario e patrimoniale regionale alla società KPMG, formalizzato con delibera della Giunta il 26 febbraio 2025. Secondo quanto rilevato dalla Corte, sarebbero emerse delle irregolarità temporali nella fase preliminare dell’incarico, insieme a dubbi significativi sul rispetto della riservatezza nell’acquisizione dei dati necessari all’analisi. Per i consiglieri di opposizione, l’assegnazione dell’incarico a KPMG rappresenta un atto opaco che si è sovrapposto in modo improprio all’attività ordinaria di vigilanza già in corso da parte della Corte dei conti e del Tavolo LEA presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. La scelta della Giunta, osservano, si colloca in un momento decisivo per le politiche sanitarie e fiscali regionali, e ciò avrebbe comportato un aggravamento delle incertezze, piuttosto che un chiarimento.
Alla luce delle conclusioni contenute nella relazione contabile, i gruppi di opposizione rinnovano la richiesta di ritiro della manovra fiscale, ritenendola priva di fondamento tecnico. Ribadiscono che il provvedimento si sarebbe basato su cifre errate e su una comunicazione distorta, finalizzata esclusivamente all’accumulo di risorse svincolate da un uso strettamente sanitario, come dimostrato dal rigetto dell’emendamento che proponeva di vincolare i fondi alla copertura della spesa sanitaria.
La critica si fa più aspra sul piano politico e istituzionale. I consiglieri denunciano quella che definiscono una campagna di disinformazione ai danni dei cittadini umbri, colpevolmente lasciati nell’incertezza riguardo alla reale situazione economica del comparto sanitario regionale. Per i firmatari della nota, è venuto il momento di interrompere ogni forma di propaganda e di affrontare con trasparenza le responsabilità derivanti dalle scelte adottate nei mesi passati.
I firmatari della nota concludono rivolgendo un appello diretto alla Giunta regionale affinché prenda atto della realtà contabile certificata dalla Corte dei conti, chieda scusa alla cittadinanza e revochi con effetto immediato la manovra tributaria straordinaria. Secondo i consiglieri, il rispetto delle istituzioni e dei cittadini impone ora un gesto di responsabilità politica non più rinviabile.

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