Allarme “Lingua Blu” negli Allevamenti Ovini in Umbria

Lingua blu, l’Umbria in allarme: superati i 100 focolai

Regione sollecitata ad agire su emergenza sanitaria e crisi allevatori

Allarme “Lingua Blu” – La diffusione della febbre catarrale degli ovini (“lingua blu”) sta mettendo in ginocchio gli allevamenti delle province di Perugia e Terni. Focolai accertati e abbattimenti obbligatori aggravano la crisi per le aziende zootecniche, già paralizzate dal blocco dei movimenti del bestiame e dall’assenza di indennizzi e vaccini tempestivi.

Il consigliere regionale Nilo Arcudi (gruppo Tesei presidente-Umbria civica) ha presentato un’interrogazione urgente alla Giunta regionale, chiedendo un intervento immediato e concreto. Arcudi sollecita la Regione a fare chiarezza sulla gestione dell’emergenza.

Allarme “Lingua Blu”

Nell’atto, il consigliere richiede dati precisi sui focolai (numero, suddivisione per provincia e comune), l’esistenza di un piano regionale di contenimento, la quantità di dosi vaccinali disponibili e i criteri di distribuzione. Chiede inoltre se sia previsto un intervento finanziario o la richiesta dello stato di calamità, quali strumenti di sostegno economico siano attivati per gli allevatori e se siano stati attivati canali informativi e tecnici di supporto al settore.

Allarme “Lingua Blu”

Arcudi conclude sottolineando che la profilassi non può gravare solo sugli allevatori. È urgente garantire loro rapido sostegno economico, una distribuzione efficace dei vaccini e una cabina di regia regionale per gestire l’emergenza. Il timore è che le aree interne umbre, già colpite da crisi economiche e demografiche, subiscano un ulteriore abbandono.

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