Lo storico negozio di via del Circo abbassa la saracinesca
Il civico 21 di via del Circo, nel cuore di Perugia, da oggi non ospiterà più la storica attività commerciale di Scorzoni. Dopo 59 anni di ininterrotta presenza, la saracinesca dello storico negozio si è abbassata definitivamente, segnando la fine di un’epoca per la città e per generazioni di cittadini che hanno visto in quell’insegna un punto di riferimento non solo commerciale, ma anche umano e culturale.
L’insegna Scorzoni, visibile salendo verso Piazza Italia, era uno dei primi segnali di ingresso nella Perugia centrale, familiare a chiunque percorresse quella strada. Il negozio fu aperto l’11 marzo del 1966 da Giuliano Scorzoni, allora ancora in servizio militare, con un’intuizione che seppe precorrere i tempi. L’attività nacque in un contesto in cui la tecnologia iniziava appena ad affacciarsi nel quotidiano, e la sua proposta – sempre aggiornata con le ultime novità – attrasse clienti da tutta Italia, molti dei quali affezionati da decenni.
Fin dai primi anni, l’innovazione rappresentò il cuore pulsante dell’azienda. Non era raro che persone giungessero da Milano, persino in aereo, per scoprire i nuovi prodotti disponibili in negozio. Scorzoni era diventato sinonimo di modernità, di fiducia e di accoglienza. Le visite di figure note della città e del panorama nazionale – tra cui professionisti, ingegneri e artisti – testimoniavano il ruolo culturale che il punto vendita aveva assunto nella vita cittadina.
Il logo del negozio, ideato personalmente da Giuliano Scorzoni in un momento di ispirazione, fu pensato per collegare il nome all’idea della modernità e del movimento: una scala mobile stilizzata, simbolo riconoscibile per tutti i perugini. Un’intuizione grafica semplice ma potente, che identificò per decenni il negozio.
Col tempo, l’attività si evolse seguendo il rapido progresso tecnologico. Dai primi apparecchi audio alle radio, ai televisori, fino ai primi telefoni cellulari e alle innovazioni del digitale. Scorzoni non fu mai un semplice rivenditore, ma un divulgatore della tecnologia, un luogo dove ci si recava non solo per acquistare, ma anche per capire, informarsi, imparare.
Nel corso degli anni, l’azienda è cresciuta e si è rinnovata. L’ingresso del figlio Luca ha portato nuove idee e impulso innovativo, trasformando l’attività in un punto di riferimento anche per il settore dell’integrazione di sistemi tecnologici su scala nazionale.
Nel 2017 la proprietà è passata al gruppo Rimep di Ponte San Giovanni, segnando un ulteriore cambiamento strategico. Tuttavia, nonostante la chiusura del negozio fisico, il marchio Scorzoni non sparisce: il know-how accumulato in quasi sei decenni proseguirà in forme nuove, digitali e operative, mantenendo viva la tradizione familiare di professionalità e innovazione.
Perugia, però, da domani dovrà fare a meno di una presenza simbolica. Le testimonianze raccolte davanti al negozio nelle ultime ore raccontano di un legame profondo e autentico tra il negozio e la città. Alcuni parlano con commozione, ricordando gli acquisti più importanti della propria vita: il primo Walkman, il primo lettore CD, il primo cellulare con la scheda Omnitel. Oggetti che oggi possono sembrare datati, ma che all’epoca rappresentavano il futuro.
La chiusura di Scorzoni è vissuta da molti come una perdita personale. Un luogo dove ci si sentiva accolti, dove si trovavano volti familiari e persone competenti, viene meno in un centro cittadino già segnato da profonde trasformazioni. In un tempo in cui l’esperienza del contatto diretto con il commerciante si fa sempre più rara, il negozio rappresentava una forma di relazione diretta, umana, in cui il cliente era prima di tutto una persona.
A parlare è anche il senso di gratitudine della città. Giuliano Scorzoni, insignito del titolo di Cavaliere della Repubblica per il suo impegno, è stato più volte citato come esempio di imprenditorialità etica e vicina al territorio. Il suo approccio, fatto di ascolto e presenza costante, ha lasciato un segno non solo nei bilanci economici ma nella memoria collettiva della comunità.
Perugia saluta dunque non solo un esercizio commerciale, ma una parte della propria identità urbana. La chiusura del punto vendita non cancella il valore che ha avuto per intere generazioni, né il contributo che continuerà a offrire attraverso le nuove attività del gruppo.
Resta il ricordo di un tempo in cui entrare in un negozio significava essere riconosciuti, consigliati, accompagnati nella scelta. Scorzoni non era solo tecnologia, ma anche racconto, appartenenza e fiducia.
Il futuro della storica azienda si proietta ora in nuove direzioni, con la promessa di continuare a offrire innovazione e servizi attraverso forme più moderne e distribuite. Ma per chi ha attraversato quell’ingresso per anni, resterà per sempre l’emozione di un luogo dove la tecnologia si toccava con mano e l’accoglienza era di casa.
Un capitolo si chiude, lasciando spazio a nuovi inizi. Ma quel nome, Scorzoni, continuerà a vivere nel cuore della città e nella memoria di chi, in quel negozio, ha visto il futuro prendere forma.

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