Contrasti Tra Sostenitori E Oppositori Del Progetto Stradale
La Seconda commissione regionale dell’Umbria, presieduta da Letizia Michelini, ha svolto una seduta dedicata alle audizioni dei rappresentanti di due comitati cittadini contrapposti sul tema del cosiddetto “Nodo di Perugia”. L’incontro si è concentrato su aspetti tecnici, ambientali e sociali legati al progetto stradale che prevede la realizzazione di una variante tra Collestrada e Madonna del Piano. I rappresentanti del comitato “Chi salverà Ponte S. Giovanni?” hanno espresso parere favorevole all’opera, mentre quelli del comitato “Salviamo Collestrada” ne hanno ribadito l’opposizione.
Il comitato “Chi salverà Ponte S. Giovanni?”, composto da Luigi Ercolani, Silvano Natalizi, Giampaolo Tacconi, Claudio Ricciarelli e Sergio Palazzetti, ha illustrato le criticità attuali del nodo viario di Ponte San Giovanni. Il punto di incontro di cinque direttrici principali gestisce quotidianamente un volume di circa 90mila veicoli, superando ampiamente la capacità del tratto stradale esistente. La concentrazione del traffico in un’area così limitata comporta gravi problemi di inquinamento atmosferico e acustico, con ripercussioni dirette sulla salute della popolazione residente. Inoltre, dati forniti dalla Polizia stradale indicano che il 75 per cento degli incidenti lungo la E45 avviene proprio nei cinque chilometri dell’area di Ponte San Giovanni.
I membri del comitato hanno evidenziato come il progetto denominato “nodino” miri a risolvere in maniera organica e strutturata i problemi della mobilità nell’intera area regionale, con ricadute anche su scala nazionale. È stato sottolineato che l’opera è stata studiata tenendo conto delle problematiche ambientali, rendendola compatibile con criteri di sostenibilità. Essi hanno inoltre espresso cauta fiducia riguardo alla proposta di raddoppio delle rampe, pur precisando che tale intervento non sostituisce la necessità della variante prevista nel tratto tra Collestrada e Madonna del Piano. Secondo il comitato, l’integrazione tra trasporto su gomma e rotaia è indispensabile, purché il secondo venga considerato complementare al primo.
Dall’altra parte, i rappresentanti del comitato “Salviamo Collestrada”, tra cui Pietro Floris, Alessandro Severi, Raul Segatori e Paolo Procacci, hanno manifestato forti perplessità sul progetto. Hanno richiamato l’attenzione sull’impatto ambientale che l’opera avrebbe sul territorio, in particolare nella piana del Tevere e nella zona collinare di Collestrada, aree ricche di biodiversità e tutelate a livello europeo attraverso la rete Natura 2000. Secondo quanto dichiarato, il progetto comporterebbe la distruzione irreversibile di paesaggi naturali, con la creazione di una galleria artificiale di oltre 500 metri e una trincea larga diversi metri, modificando profondamente la morfologia del sito.
I componenti del comitato hanno inoltre fatto notare che il documento stesso del progetto non prevede una riduzione significativa del traffico nel tratto interessato, mettendo in dubbio l’effettiva utilità dell’intervento. Hanno inoltre sollevato questioni relative ai tempi di realizzazione, alle modalità di cantierizzazione e alla forte alterazione del paesaggio circostante, che contrasterebbe con le normative vigenti a protezione del territorio.
Al termine delle audizioni, la presidente Michelini ha accolto con interesse le posizioni espresse dai rappresentanti dei due comitati. Ha annunciato l’avvio di un percorso di approfondimento che vedrà coinvolti i sindaci dei comuni interessati, seguiti da altri soggetti istituzionali e dalle parti sociali. Obiettivo della commissione è raccogliere un quadro completo di contributi prima di procedere con eventuali decisioni o raccomandazioni sul prosieguo dell’iter del progetto. Non sono state espresse valutazioni definitive né anticipazioni su possibili decisioni future, lasciando spazio a ulteriori confronti e analisi tecniche.

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