Ospedale di Orvieto, rilancio al centro del dibattito

Ospedale di Orvieto, rilancio al centro del dibattito

Servizi, personale e infrastrutture: le priorità emerse

Il legame tra la città e il suo ospedale è stato al centro dell’incontro pubblico tenutosi giovedì 29 maggio nella Sala Expo del Palazzo del Popolo. Un evento promosso dal Comitato Orvietano per la Salute Pubblica (COSP), che ha registrato un’ampia partecipazione di cittadini, professionisti sanitari e istituzioni, con l’obiettivo di riflettere sullo stato della sanità locale e condividere azioni concrete per il rilancio del presidio ospedaliero.

Hanno preso parte all’incontro figure rilevanti del panorama sanitario regionale, come il dottor Gianni Giovannini, già direttore dell’Ospedale di Terni e della ASL n. 4, il dottor Maurizio Del Pinto, responsabile dell’unità di terapia intensiva cardiologica del Silvestrini di Perugia e rappresentante del movimento “Umbria per la Sanità Pubblica”, e il dottor Patrizio Angelozzi, ex direttore sanitario dell’Ospedale di Orvieto e rappresentante dell’Associazione Nova. Presenti anche tutti i responsabili di settore del nosocomio orvietano.

L’incontro ha offerto l’occasione per discutere la condizione attuale della sanità nel territorio e avanzare proposte per la valorizzazione dell’Ospedale di Orvieto. Tra le iniziative più significative emerse, quella relativa all’introduzione della chirurgia della spalla, valutata positivamente dalla dirigenza sanitaria. Il dibattito ha coinvolto anche il direttore generale della AUSL Umbria 2, dottor Piero Carsili, e la direttrice dell’Ospedale di Orvieto, dottoressa Ilaria Bernardini, che hanno ringraziato il COSP per l’organizzazione dell’evento, ribadendo l’importanza della partecipazione collettiva alla programmazione sanitaria.

Ogni responsabile di reparto ha esposto sinteticamente lo stato dell’arte della propria unità, evidenziando punti di forza e debolezze, accompagnati da proposte operative per superare le criticità. In collegamento da Perugia è intervenuta anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha riconosciuto la necessità di un piano di rilancio per l’Ospedale di Orvieto, condividendo le istanze del COSP e ribadendo la valenza strategica della struttura.

La presidente ha sottolineato come la posizione geografica dell’ospedale, situato al confine regionale, possa rappresentare un’opportunità per attrarre utenza anche da territori limitrofi come l’Alto Lazio e la Bassa Toscana. Un presidio efficiente, infatti, non solo favorisce la permanenza dei pazienti umbri all’interno della rete sanitaria regionale, ma può anche diventare un punto di riferimento per chi risiede fuori regione, contrastando la mobilità passiva e contribuendo a riequilibrare i flussi sanitari.

Altro punto centrale dell’intervento di Proietti ha riguardato l’esigenza di aggiornare il piano socio-sanitario regionale, fermo da anni. La redazione del nuovo documento è prevista entro dicembre e il COSP è stato invitato ufficialmente a partecipare alle fasi preparatorie in qualità di realtà rappresentativa del territorio. L’associazione si è detta pronta ad assumere un ruolo attivo nei Comitati Consultivi Misti, organismi che garantiscono la partecipazione della cittadinanza alle decisioni in materia sanitaria.

Il direttore generale della AUSL Umbria 2 ha mostrato apertura verso questa prospettiva, lasciando intravedere una potenziale evoluzione nella governance dei servizi sanitari locali. L’obiettivo del COSP è quello di contribuire alla pianificazione e al monitoraggio dei servizi, offrendo un punto di vista legato all’esperienza dei cittadini e agevolando l’accessibilità ai percorsi di cura.

Dal punto di vista operativo, il contributo dei primari ha permesso di tracciare una mappa dettagliata delle necessità dei reparti. Tra i principali punti di forza, è stata evidenziata la professionalità e la dedizione del personale medico e infermieristico, considerato una risorsa fondamentale per l’intero ospedale. Le maggiori criticità, invece, riguardano la carenza di personale rispetto alle piante organiche previste, la presenza di apparecchiature obsolete e l’insufficienza degli spazi dedicati a specifiche attività sanitarie.

La presidente della Regione ha riconosciuto tali problematiche e ha espresso la volontà di intervenire, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, per migliorare dotazioni strumentali e condizioni logistiche. Particolare attenzione è stata richiesta anche per la sede riabilitativa di Via Postierla, giudicata non più conforme agli standard attuali.

Alcuni primari hanno inoltre evidenziato problematiche normative, come l’impatto del Decreto Ministeriale n. 70 del 2 aprile 2015, che fissa a 45 mila accessi annui il limite per l’accreditamento di un Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) di primo livello. Tale soglia non viene raggiunta dall’Ospedale di Orvieto, limitando la possibilità di attivare corsi per tirocinanti che potrebbero contribuire, seppur parzialmente, a colmare le carenze di personale.

Un altro aspetto rilevante emerso riguarda la competitività economica degli stipendi offerti ai professionisti, spesso meno vantaggiosi rispetto ad altre regioni, un elemento che può influenzare la capacità attrattiva della struttura e l’effettiva copertura delle posizioni necessarie.

Nel corso dell’incontro hanno preso la parola anche le rappresentanze sindacali. In particolare, Carolina Galeazzi della CGIL Umbria ha confermato l’urgenza di aggiornare le dotazioni organiche e di investire in attrezzature, comprese quelle essenziali per la gestione quotidiana del servizio sanitario, come barelle e carrozzine.

Conclusa la fase di ascolto, il COSP ha annunciato che elaborerà un’analisi approfondita dei contributi forniti dai primari, raccogliendo le relazioni per redigere un documento tecnico dettagliato. Tale documento verrà presentato alla presidente della Regione, che detiene anche la delega alla sanità, e rappresenterà la base per l’interlocuzione futura tra istituzioni e società civile.

L’obiettivo del Comitato è ottenere un riconoscimento formale come interlocutore stabile nel processo decisionale regionale in ambito sanitario, al fine di favorire la trasparenza, il confronto e una pianificazione più aderente ai bisogni reali della popolazione.

Il principio guida dell’incontro, ribadito in più momenti dagli intervenuti, è che l’Ospedale di Orvieto rappresenta una componente essenziale dell’identità della comunità locale. Non si tratta solo di una struttura sanitaria, ma di un presidio sociale e culturale attorno al quale ruota il benessere collettivo.

La volontà condivisa è quella di potenziare e valorizzare questo patrimonio, attraverso un lavoro sinergico che coinvolga cittadini, operatori sanitari e istituzioni. In un contesto nazionale e regionale in cui la tenuta del sistema sanitario pubblico è oggetto di attenzione crescente, la realtà orvietana intende proporsi come esempio di partecipazione e progettualità.

Il lavoro che seguirà questo evento sarà quindi determinante per il futuro dell’Ospedale di Orvieto. La qualità dei servizi, l’efficienza delle strutture e la soddisfazione dell’utenza dipenderanno dalla capacità di dare attuazione concreta alle proposte emerse e di costruire un modello di gestione partecipata, che metta al centro la salute come bene comune.

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