L’autore racconta il padre Giorgio in un memoir
La presentazione – di Marcello Migliosi – Sarà presentato lunedì 16 giugno 2025 alle ore 17.30, presso la Sala delle Colonne della Fondazione Perugia, Il mondo sulle spalle, il libro di Giulio Napolitano pubblicato da Mondadori. L’appuntamento, che si terrà a Palazzo Graziani, vedrà la partecipazione dell’autore insieme a Mauro Agostini, Alessandro Campi e Catiuscia Marini. A moderare l’incontro sarà Antonio Bartolini, mentre l’indirizzo di saluto sarà affidato ad Alcide Casini, presidente della Fondazione Perugia.
Il volume è un memoir in cui la narrazione personale si intreccia in modo profondo e continuo con quella pubblica, familiare e politica. Giulio Napolitano, giurista e docente, ricostruisce due biografie parallele: la propria e quella di suo padre, Giorgio Napolitano, figura centrale della storia repubblicana italiana. Il risultato è una narrazione ricca, alternata tra toni seri e ironici, tra episodi della vita domestica e snodi cruciali della vita politica del Paese.
Attraverso uno sguardo intimo, il lettore è condotto in una rievocazione che parte dall’infanzia dell’autore nella casa di Monteverde, dove viveva con i genitori e il fratello maggiore Giovanni. Si attraversano i corridoi di Botteghe Oscure, i luoghi simbolici del Partito comunista italiano, e si arriva fino agli ambienti istituzionali più alti dello Stato: da Montecitorio al Quirinale, dove Giorgio Napolitano ha operato da Presidente della Repubblica, assumendo sulle proprie spalle il peso di decisioni cruciali nei momenti più delicati della storia recente del Paese.
La presentazione
Il titolo Il mondo sulle spalle richiama proprio quel senso di responsabilità costante che Giorgio Napolitano ha vissuto nel corso della sua lunga attività politica. Un peso che ha accompagnato anche il figlio, in maniera diversa, durante la crescita accanto a una figura tanto esigente quanto affettuosa. Il racconto si sviluppa come un’ode sobria ma intensa a una relazione familiare complessa e profonda, fatta di condivisione intellettuale, rispetto reciproco e inevitabili tensioni, che tuttavia non scalfiscono la solidità del legame.
Il libro percorre cinquant’anni di storia italiana, raccontati da una prospettiva privilegiata. Dalla stagione del compromesso storico all’epoca del terrorismo, dalla dissoluzione del PCI allo scandalo di Tangentopoli, dalla nascita del bipolarismo fino alla crisi finanziaria e al tentativo di riformare il sistema politico. Ogni passaggio è visto con gli occhi di chi ha vissuto questi eventi a stretto contatto con uno dei principali protagonisti della scena pubblica italiana.
Non si tratta soltanto di una biografia politica: emergono infatti anche i tratti quotidiani di Giorgio Napolitano, il suo legame con la moglie Clio, la sua ironia e il suo rigore, la capacità di mantenere fermezza anche nei momenti di maggiore incertezza. Giulio Napolitano restituisce un’immagine completa del padre: statista lucido e misurato, ma anche uomo affabile, marito devoto e padre presente, seppur spesso assorbito dal “servizio permanente” alla Repubblica.
Non mancano riflessioni personali
Tra episodi poco noti e aneddoti sorprendenti, il lettore entra nei meccanismi della vita privata di una famiglia costantemente esposta alla dimensione pubblica. Non mancano riflessioni personali, a volte dolorose, sulla difficoltà di trovare un proprio spazio e una propria voce nell’ombra di un padre così autorevole. Eppure, ciò che emerge con forza è l’equilibrio costruito negli anni, una sintonia fatta di stima e di un dialogo continuo, che ha saputo resistere alle trasformazioni del tempo e alle pressioni dell’ambiente.
Il memoir si distingue per la sua capacità di alternare registri narrativi diversi, con uno stile che mantiene equilibrio tra rigore e leggerezza. La narrazione è fluida e coinvolgente, capace di accompagnare il lettore attraverso decenni di storia nazionale senza mai perdere la dimensione personale e affettiva che costituisce l’essenza del libro.
La presentazione perugina rappresenta una delle prime occasioni pubbliche per discutere il libro insieme all’autore, in un contesto che promette riflessioni di ampio respiro su famiglia, politica e memoria. L’evento si inserisce nel calendario delle iniziative culturali promosse dalla Fondazione Perugia e offrirà al pubblico uno spazio di confronto su un’opera che è insieme tributo, testimonianza e racconto civile.

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