Lo avevamo contattato di recente, durante le ultime scosse di terremoto, ma non aveva risposto al cellulare
Morto padre Martino Siciliani – Lo abbiamo intervistato un milione di volte. Sempre disponibile e attivo quando c’era una scossa di terremoto. Padre Martino Siciliani, l’anima dell’Osservatorio “Bina” di Perugia dal 1971, è morto nella mattina di sabato 3 maggio 2025. Aveva 86 anni. Uomo di fede e di scienza, monaco benedettino, è stato uno dei più grandi esperti di terremoti a livello nazionale. Al centro, ospitato nell’abbazia di San Pietro, ha rivestito l’incarico di direttore. Lo avevamo contattato di recente, durante le ultime scosse di terremoto, ma non aveva risposto al cellulare. I suoi collaboratori dell’Osservatorio avevano riferito che era in pensione forzata. Tanti i messaggi di cordoglio sui social a cominciare dalla pagina Facebook Pulchra Perusia. Michele Corbucci scrive: “Ho appresso della scomparsa di Padre Martino Siciliani, una persona conosciuta tramite Pulchra durante la visita alla Basilica di San Pietro e, grazie a lui, ho/abbiamo potuto visitare il Centro Sismologico. Un’altra grande persona di Perugia che purtroppo ci lascia….un abbraccio grande come la Sua umanità e competenza”.
Padre Martino era stato anche insignito del riconoscimento “Albo d’Oro” della città per il suo lavoro nella riattivazione e gestione dell’osservatorio. Si occupava di analisi sismiche e della rete sismologica nazionale.
Padre Martino Siciliani, monaco benedettino e scienziato, è stato una figura di rilievo nel campo della sismologia in Italia. Nato il 13 giugno 1938, è entrato nell’Abbazia di San Pietro a Perugia all’età di 14 anni, dedicando la sua vita alla ricerca scientifica e alla spiritualità. Dal 1971, ha diretto l’Osservatorio Sismico “Andrea Bina”, situato all’interno dell’Abbazia, contribuendo significativamente allo studio dei terremoti, in particolare nel Centro Italia. Il suo impegno è stato riconosciuto con l’iscrizione all’Albo d’oro della città di Perugia per la riattivazione dell’Osservatorio.
L’Umbria oggi perde un uomo di fede e di scienza di grande valore”: così la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, esprime cordoglio per la scomparsa di Padre Martino Siciliani.
“La sua instancabile opera e i suoi studi – afferma la Presidente – hanno contribuito in maniera significativa alla sicurezza del nostro territorio, attraverso il monitoraggio costante e la profonda comprensione dei fenomeni sismici. Ricordiamo il suo impegno costante, la sua dedizione e il suo grande amore per la ricerca scientifica, proseguendo la prestigiosa tradizione di un luogo, l’Osservatorio Bina, che ha visto nascere importanti innovazioni nel campo della sismologia.”
“L’eredità scientifica e umana di Padre Martino siamo certo continuerà ad essere la strada maestra per gli studiosi dell’Osservatorio Bina e per tutta la comunità umbra, rappresentando un esempio di rigore scientifico e di passione per la conoscenza al servizio del bene comune.”
“In questo momento di tristezza rivolgiamo le più sentite condoglianze alla comunità benedettina, alla famiglia e a quanti hanno avuto il privilegio di collaborare con Padre Martino Siciliani”.
Morto padre Martino Siciliani
L’Osservatorio Sismico “Andrea Bina” è uno dei più antichi d’Italia, fondato nel 1751 dal monaco benedettino Andrea Bina, che progettò il primo sismografo a pendolo della storia. Nel corso degli anni, l’Osservatorio ha svolto un ruolo fondamentale nel monitoraggio sismico regionale, collaborando con enti come l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e l’Università degli Studi di Perugia.
Padre Siciliani è stato tra i primi scienziati ad utilizzare strumenti moderni per osservare eventi sismici a livello mondiale. La sua dedizione alla ricerca e alla divulgazione scientifica ha lasciato un’impronta significativa nella comunità scientifica e religiosa. I funerali si terranno lunedì, con orario ancora da definire, e sarà sepolto nella cappella dei Monaci a Perugia.
L’Osservatorio Sismico “Andrea Bina” di Perugia è uno dei più antichi e prestigiosi osservatori sismologici italiani, fondato nel 1751 dal monaco benedettino Andrea Bina, figura pionieristica nello studio dei terremoti. Situato all’interno dell’Abbazia di San Pietro, l’osservatorio rappresenta un punto di riferimento scientifico e culturale per l’Umbria e per il Centro Italia in generale.
Caratteristiche principali:
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Fondazione storica: Andrea Bina progettò uno dei primi strumenti per il rilevamento sismico, un sismoscopio a pendolo, molto rudimentale ma innovativo per l’epoca.
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Sede: l’osservatorio ha sede all’interno del complesso benedettino di San Pietro a Perugia, in un contesto che unisce spiritualità, scienza e ricerca.
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Finalità: l’attività dell’osservatorio è rivolta al monitoraggio dei terremoti, alla registrazione dei movimenti sismici locali e globali, alla divulgazione scientifica e alla formazione.
Attività scientifica:
Nel corso dei secoli, l’Osservatorio ha svolto un ruolo chiave nel rilevamento e nella documentazione dei fenomeni sismici dell’Appennino centrale, un’area ad alto rischio sismico. Dispone di una rete di sensori moderni, è collegato a banche dati nazionali e internazionali, e fornisce informazioni utili sia a fini di studio che di protezione civile.
Collaborazioni:
L’Osservatorio “Bina” collabora con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’Università degli Studi di Perugia, la Protezione Civile e altre istituzioni come la Regione dell’Umbria. Contribuisce all’elaborazione di mappe di rischio sismico e alla formazione di studenti e professionisti del settore.
Padre Martino Siciliani:
Dal 1971 fino alla sua scomparsa, è stato diretto da Padre Martino Siciliani, monaco benedettino e scienziato, che ha modernizzato la struttura rendendola uno dei centri di osservazione più attivi dell’Italia centrale. La sua figura è stata centrale nel rilancio e nella credibilità scientifica dell’istituto.
L’Osservatorio è dotato di strumentazione sismica avanzata, aggiornata nel tempo per rispondere agli standard internazionali. La transizione da strumenti analogici a digitali ha permesso di migliorare sensibilità, precisione e velocità di acquisizione dati.
Strumenti principali:
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Sismografi a banda larga: capaci di rilevare movimenti del suolo molto lenti e profondi, ideali per monitoraggi a lungo termine e terremoti globali.
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Accelerometri: utilizzati per registrare vibrazioni molto rapide e forti, come quelle generate da terremoti locali violenti.
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Stazioni digitali a tempo reale: collegate via rete a server locali e remoti, consentono il monitoraggio continuo e l’invio immediato dei dati agli enti nazionali (come INGV).
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Sistema GPS integrato: per la rilevazione di microspostamenti della crosta terrestre, utile nello studio delle faglie attive.
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Software di analisi sismica: come SeisComP3, SAC e altri programmi specializzati per elaborazione spettrale, localizzazione epicentri e modellazione del movimento sismico.
Ricerca scientifica e applicazioni
L’Osservatorio Andrea Bina non si limita alla registrazione sismica ma svolge attività di ricerca con forte impatto accademico e applicativo.
Campi di ricerca:
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Sismologia regionale: studio dei terremoti dell’Appennino centrale, area ad alta pericolosità sismica.
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Prevenzione del rischio sismico: produzione di mappe locali di rischio, in collaborazione con la Protezione Civile e il Comune di Perugia.
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Sismicità indotta: analisi dei terremoti causati da attività antropiche (dighe, perforazioni, cave, ecc.).
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Didattica e divulgazione: visite scolastiche, pubblicazioni, convegni e corsi universitari in collaborazione con l’Università di Perugia.
Archivio storico sismico:
Uno degli elementi di prestigio dell’osservatorio è il suo archivio storico di dati sismici, risalente al XVIII secolo. Contiene:
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Registrazioni analogiche su carta (fino agli anni ’90)
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Dati digitalizzati e georeferenziati
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Documenti originali di Andrea Bina e successori
Collegamenti e rete scientifica
L’osservatorio è parte integrante della rete di sorveglianza sismica italiana. Collabora attivamente con:
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INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)
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Rete Sismica Nazionale Centralizzata
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Università di Perugia – Dipartimento di Fisica e Geologia
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Progetti europei e interregionali per la gestione delle emergenze e la costruzione di edifici antisismici
Didattica e formazione
L’osservatorio è anche un polo educativo:
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Corsi universitari in geofisica e scienze della terra
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Seminari per tecnici e funzionari della Protezione Civile
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Formazione per geologi, ingegneri e amministratori pubblici
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Attività di sensibilizzazione per la cittadinanza
Le esequie
Le esequie si svolgeranno lunedì 5 maggio 2025 alle 11:30 presso la basilica di San Pietro, celebrate dal Padre Abate Donato Ogliari dell’Abbazia di San Paolo fuori le mura di Roma. La sepoltura avverrà nel cimitero monumentale cittadino.







Ebbi modo di conoscerlo molti anni fa!Un personaggio molto preparato e gentile.
Condoglianze vivissime!
Padre Siciliani, un Benedettino innamorato della sismologia alla quale aveva dedicato tutta la sua vita. Oltre a uomo di scienza era anche una persona simpatica, gentile ed era molto gradevole conversare con lui. Indubbiamente lascia un vuoto notevole non solo nella Città di Perugia che mi auguro voglia ricordarlo in modo significativo come si addice a personalità di rilevante livello culturale e anche umano.