Filctem, Flaei e Uiltec: gravi ricadute su lavoro e sicurezza
Le sigle sindacali di categoria di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno incontrato i lavoratori di Enel Green Power e Enel Produzione lo scorso 10 aprile 2025 per affrontare la questione della chiusura del posto di teleconduzione degli impianti idroelettrici situati a Terni. Secondo le organizzazioni sindacali, la decisione presa da Enel è stata portata avanti senza alcuna consultazione con le parti sociali locali e avrà pesanti conseguenze occupazionali e territoriali.
Le segreterie sindacali provinciali e regionali rimangono in attesa di conoscere l’esito dell’incontro avvenuto tra l’azienda e gli assessori regionali dell’Umbria, che hanno espresso forte contrarietà alla scelta di dismettere il centro operativo, ritenuta lesiva per l’occupazione e la tutela idraulica dell’area.
I sindacati denunciano che, con questa riorganizzazione, 12 posti di lavoro verranno eliminati in modo definitivo, andando a colpire in particolare il comparto dell’idroelettrico. L’assenza di confronto con i rappresentanti dei lavoratori viene giudicata grave, soprattutto alla luce degli effetti attesi sia per le persone impiegate che per l’equilibrio ambientale e infrastrutturale del territorio.
Secondo quanto riportato dai rappresentanti sindacali, la chiusura del presidio di teleconduzione avrà conseguenze anche sul fronte della sicurezza idraulica: le dighe e i corsi d’acqua, in un contesto segnato da eventi climatici sempre più estremi, verrebbero affidati a gestioni esterne prive di un’adeguata conoscenza del territorio, aumentando il rischio di criticità operative e danni ambientali.
Le OO.SS. sottolineano inoltre che il presidio di Terni rappresenta un punto di riferimento per la gestione di impianti complessi, grazie alla professionalità degli operatori e alla loro conoscenza approfondita del contesto. Spostare la supervisione in altre regioni, senza la diretta conoscenza dell’asta idraulica locale, potrebbe portare a decisioni tecniche inadeguate, compromettendo l’efficacia delle manovre in condizioni critiche.
La preoccupazione riguarda anche l’insufficienza degli organici: malgrado alcune recenti assunzioni, il personale attualmente disponibile non risulterebbe sufficiente a garantire la copertura in situazioni di emergenza. Accade sempre più spesso, riferiscono i sindacati, che gli operatori si trovino ad agire da soli nei siti, con colleghi reperibili ma dislocati a decine di chilometri di distanza.
La decisione di Enel rientra in una serie di chiusure e ristrutturazioni aziendali che, negli ultimi anni, hanno interessato il territorio umbro. In particolare, nel comparto idroelettrico, si è assistito a un progressivo svuotamento delle funzioni aziendali con numerose esternalizzazioni, come nel caso della guardiania delle dighe.
I rappresentanti di Filctem, Flaei e Uiltec denunciano un disimpegno costante da parte dell’azienda rispetto al tessuto industriale umbro, con la perdita di competenze e infrastrutture strategiche per il territorio. Secondo le tre sigle sindacali, questa nuova chiusura rappresenterebbe l’ennesimo arretramento, in un contesto in cui Enel non sembra più investire sullo sviluppo sostenibile e sulla valorizzazione delle risorse locali.
Le organizzazioni chiedono un intervento urgente da parte delle istituzioni, sia a livello regionale che comunale (in particolare dei Comuni di Terni e Narni), per avviare un confronto serio e trasparente con l’azienda. L’obiettivo è quello di bloccare la chiusura del presidio di teleconduzione e costruire un tavolo territoriale che affronti in modo strutturale il futuro del settore idroelettrico umbro, in vista anche della prossima scadenza delle concessioni.
Secondo quanto riportato dalle segreterie territoriali, è indispensabile elaborare un piano industriale che tenga insieme occupazione, sviluppo e sostenibilità. I sindacati ribadiscono che non sarà accettata alcuna nuova dismissione da parte di Enel in assenza di un percorso condiviso e trasparente con le parti sociali.
Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil confermano l’intenzione di contrastare con ogni mezzo a disposizione il progetto di chiusura, ritenuto dannoso per i lavoratori, per la sicurezza e per l’intero territorio. Il messaggio che intendono lanciare è chiaro: l’azienda non può limitarsi alla logica del profitto, ma deve tenere conto del contesto in cui opera e delle responsabilità che ha nei confronti della comunità umbra.
Le tre sigle sindacali ribadiscono la necessità di aprire un dialogo istituzionale immediato, per evitare che il presidio di teleconduzione di Terni venga dismesso senza un confronto, e per scongiurare un ulteriore indebolimento delle attività industriali nella regione.
Contatti sindacali:
Stefano Ribelli (Filctem Cgil) – 3429543520
Ciro Di Noia (Flaei Cisl) – 3389947742
Doriana Gramaccioni (Uiltec Uil) – 3451001055

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