Sindacati chiedono tutela per esuberi vigilanza Ast Terni

Sindacati chiedono tutela per esuberi vigilanza Ast Terni

Filcams, Fisascat e Uiltucs sollecitano il riassorbimento dei lavoratori

Sindacati chiedono tutela – Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Umbria e Uiltucs Umbria hanno lanciato un appello per tutelare i lavoratori in esubero del servizio di vigilanza all’interno dell’Acciai Speciali Terni (Ast), a seguito della decisione dell’azienda di internalizzare alcuni servizi attualmente gestiti dall’azienda Sicuritalia. A rischio sono i posti di lavoro di sei dipendenti, ma i sindacati temono che il numero di esuberi possa aumentare nei prossimi mesi.

Secondo le sigle sindacali, la mossa della proprietà di Ast, la Arvedi, rischia di avere ripercussioni negative sull’occupazione e sull’intero tessuto produttivo del territorio. I sindacati chiedono un incontro urgente in Prefettura per discutere delle problematiche relative alla gestione degli esuberi e per trovare soluzioni che evitino il trasferimento dei lavoratori in altre sedi, che potrebbe comportare un cambiamento significativo nelle loro vite.

La decisione dell’azienda di internalizzare il servizio di vigilanza, come annunciato dai vertici di Ast, implica una serie di conseguenze per i lavoratori esternalizzati, che vedranno la loro posizione compromessa. Le organizzazioni sindacali denunciano che il trasferimento dei dipendenti in altre sedi, previsto per i prossimi giorni, rappresenta un duro colpo per chi rischia di perdere il proprio posto di lavoro, senza la certezza di un riassorbimento all’interno del nuovo assetto aziendale.

Inoltre, i sindacati esprimono preoccupazione per la possibile riduzione dei servizi di manutenzione e per il calo dell’indotto. Secondo loro, la riduzione dei costi legata all’internalizzazione dei servizi potrebbe comportare la perdita di ulteriori posti di lavoro. Le organizzazioni chiedono che venga messa in atto una strategia per garantire il riassorbimento dei lavoratori dichiarati in esubero, evitando ulteriori tagli all’occupazione.

L’internalizzazione dei servizi, pur essendo presentata come un’opportunità per incrementare l’occupazione diretta, potrebbe in realtà tradursi in un ridimensionamento del personale e in una minore attenzione al tessuto produttivo locale, che potrebbe vedere sfumare numerosi posti di lavoro legati agli appalti. I sindacati hanno quindi sollecitato una revisione della decisione e l’apertura di un tavolo di confronto per cercare soluzioni alternative che non penalizzino ulteriormente i lavoratori.

Secondo le sigle sindacali, il trasferimento dei lavoratori rappresenta una situazione insostenibile per le famiglie coinvolte, che vedranno alterate le loro condizioni lavorative, sociali ed economiche. Le organizzazioni chiedono dunque che l’azienda riveda la propria posizione e prenda in considerazione la possibilità di riassorbire questi lavoratori all’interno della propria struttura, in modo da garantire loro una stabilità occupazionale.

La richiesta di apertura di un tavolo in Prefettura per discutere la questione mira a trovare soluzioni condivise e a garantire che le scelte aziendali non abbiano effetti devastanti per l’occupazione nella zona. I sindacati puntano anche a ottenere un confronto più ampio sulla gestione del personale nell’ambito del sito industriale, per evitare che la situazione possa degenerare e coinvolgere un numero maggiore di lavoratori.

A oggi, sebbene la proprietà di Ast abbia dichiarato di voler garantire nuove assunzioni dirette, le preoccupazioni per il futuro dell’occupazione nell’acciaieria restano forti. Secondo i sindacati, la situazione attuale rappresenta un paradosso, poiché da un lato si parla di ampliamento dell’occupazione diretta, ma dall’altro si verificano riduzioni nel settore dell’indotto e dei servizi essenziali come la vigilanza armata.

Il rischio di un’emorragia di posti di lavoro non riguarda solo i dipendenti direttamente coinvolti nell’appalto del servizio di vigilanza, ma potrebbe estendersi ad altri settori collegati, creando un effetto domino che danneggerebbe l’intera economia locale. Le sigle sindacali, pertanto, ribadiscono la necessità di un intervento urgente da parte delle istituzioni locali, affinché vengano adottati provvedimenti che tutelino i lavoratori e la stabilità occupazionale nel sito industriale di Terni.

In sintesi, la vicenda solleva importanti interrogativi sulla gestione dell’occupazione all’interno dell’acciaieria, un tema che i sindacati intendono portare al centro dell’agenda politica e istituzionale. Solo con un intervento tempestivo e mirato, affermano, si potrà evitare che la situazione diventi irreversibile per i lavoratori coinvolti.

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