Pd: “Crediti payback inesigibili, manovra da rivedere”

Risultati in crescita per Usl Umbria 1 sulle attese Perugia

Regione Umbria, Pd: impossibile inserire il credito nei bilanci

Il gruppo consiliare del Partito Democratico dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria contesta la narrazione politica sulla questione del payback per i dispositivi medici relativi al periodo 2015-2018, definendo “inesigibile” la cifra residua a carico delle aziende fornitrici.

Secondo quanto illustrato dai consiglieri regionali del Pd, la quota complessiva imputata alla Regione per il quadriennio considerato ammontava a 91,8 milioni di euro. Di questi, 47,7 milioni sono stati stanziati dal Governo nazionale con il Decreto-Legge 34/2023, e destinati a copertura parziale della quota dovuta dalle imprese sanitarie. Tali fondi sono stati impiegati per il riequilibrio finanziario del Servizio sanitario regionale nell’esercizio 2022, caratterizzato da un disavanzo già noto.

La restante somma, pari a 44 milioni di euro, secondo quanto riferito, è attualmente oggetto di oltre 4.000 contenziosi tra ricorsi amministrativi, cause civili e procedimenti giurisdizionali, compresi quelli straordinari al Presidente della Repubblica. La natura controversa e ancora pendente dei procedimenti impedisce la classificazione di tali risorse come crediti certi e riscuotibili.

Richiamando le disposizioni contenute nel D.Lgs. 118/2011 e le linee guida ministeriali, il gruppo Pd sottolinea che tali somme non possono essere contabilizzate come entrate effettive nei bilanci pubblici. Anche la Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo, avrebbe evidenziato la necessità di un’attenta valutazione del rischio di mancata riscossione, confermando quindi l’impossibilità di inserire tali risorse nei documenti contabili ufficiali della Regione.

I consiglieri del Pd respingono inoltre le critiche provenienti dagli esponenti di centrodestra, che avrebbero utilizzato il tema del payback come leva politica, presentandolo come risorsa disponibile per la copertura del disavanzo previsto nel 2024. Il gruppo di opposizione ribadisce che non sussiste alcun fondamento normativo per l’utilizzo contabile di quei crediti, né per la loro attribuzione a copertura finanziaria di manovre regionali future.

Nella nota diffusa alla stampa, il gruppo consiliare democratico afferma che l’iniziativa del Governo si limita a un’operazione parziale e non risolutiva. Viene inoltre messa in discussione la gestione della questione da parte dei rappresentanti della maggioranza in Terza Commissione, che – secondo il Pd – si sarebbero rivolti al Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) nel tentativo di ottenere una smentita delle analisi fornite dall’opposizione.

Il gruppo Pd rivendica invece l’approccio metodico e prudente portato avanti dall’amministrazione regionale guidata dalla presidente Stefania Proietti, il cui obiettivo dichiarato resta quello di ridurre l’impatto della manovra finanziaria senza gravare su soggetti economici già colpiti, come le imprese fornitrici del settore sanitario.

“Non esistono condizioni né normative né contabili – si legge nella nota – per considerare quei crediti come risorse utili al bilancio 2024, e l’eventuale riscossione integrale della somma metterebbe a rischio la tenuta economica di numerose aziende operanti in Umbria”.

La vicenda del payback sanitario rimane quindi al centro del confronto politico regionale, con implicazioni anche sul piano nazionale, considerando la natura dei ricorsi e i possibili effetti a cascata sull’intero sistema di forniture mediche pubbliche. Per il gruppo Pd, le criticità strutturali del meccanismo restano irrisolte e impongono una revisione dell’approccio politico e contabile adottato finora.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*