Otto condanne dopo l’operazione “Cerqueto” dei carabinieri
Otto persone sono state condannate a oltre trent’anni di reclusione nell’ambito dell’operazione antidroga “Cerqueto”, condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Terni. Le pene sono state stabilite giovedì dal giudice per le indagini preliminari di Terni, Francesca Grotteria, nei confronti di otto dei dodici individui arrestati a luglio 2024. L’inchiesta ha svelato un’organizzazione criminale composta da cittadini italiani, albanesi e romeni, attiva nel traffico di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, con operazioni che garantivano un flusso costante di droga nella città.
Le condanne sono arrivate in seguito a un giudizio abbreviato, come richiesto dalle difese, e le pene inflitte sono state considerate in linea con le richieste del pubblico ministero Marco Stramaglia. Tra gli imputati, il 42enne albanese E.O., ritenuto il leader del gruppo, ha ricevuto la pena più severa, pari a nove anni e due mesi di reclusione. Altri membri del gruppo hanno ricevuto pene che variano da due anni e nove mesi fino a quattro anni e due mesi.
L’operazione “Cerqueto” ha portato a un totale di dodici arresti, di cui dieci in carcere e due ai domiciliari, eseguiti all’alba del 8 luglio 2024. L’indagine, iniziata nel 2022 e proseguita fino al 2023, ha rivelato una rete di traffico di droga ben organizzata, capace di rifornire non solo il mercato ternano, ma anche clienti provenienti da altre zone dell’Umbria e del Lazio.
L’inchiesta ha evidenziato che il sodalizio operava prevalentemente nella zona di Borgo Rivo, dove il gruppo aveva stabilito una “base” per il traffico di stupefacenti. Con un volume d’affari stimato di circa 150 mila euro al mese, l’organizzazione era in grado di gestire un gran numero di clienti, alcuni dei quali venivano invitati a ritirare la droga direttamente presso il punto di spaccio. Le operazioni di polizia hanno portato anche al sequestro di somme ingenti di denaro, con un caso in cui sono stati trovati 15 mila euro contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.
Le indagini sono state condotte attraverso una combinazione di metodi tradizionali e tecnologie avanzate, come l’uso di trojan, che hanno permesso agli inquirenti di monitorare le comunicazioni tra i membri del gruppo. Questo lavoro meticoloso ha portato alla luce non solo il modus operandi del sodalizio, ma anche le dinamiche interne e le relazioni con i clienti, sia fidati che occasionali.
I legali degli imputati, Francesco Mattiangeli, Leonardo Proietti, Daniela Paccoi e Marco Casalini, hanno ora l’opzione di presentare appello contro le condanne. La magistratura ha sottolineato l’importanza di questa operazione nel contesto delle azioni di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, evidenziando come la lotta al narcotraffico rimanga una priorità per le forze dell’ordine nella provincia di Terni.
Il comandante dei carabinieri di Terni ha dichiarato che le attività investigative continueranno per smantellare ulteriori reti di spaccio e traffico di droga nella regione, sottolineando che negli ultimi anni sono state avviate numerose indagini in tutta la provincia. L’operazione “Cerqueto” rappresenta un passo significativo in questo direzione, dimostrando l’impegno delle autorità nel contrastare il fenomeno dello spaccio di droga e garantire la sicurezza dei cittadini.
Le conseguenze di questo operato si faranno sentire non solo a Terni, ma anche nei territori limitrofi, dove il mercato della droga ha trovato terreno fertile. Con l’arresto di membri di un gruppo così ben organizzato, si spera di ridurre l’accesso alla droga e i problemi sociali ad essa correlati. La comunità attende con interesse l’evoluzione della situazione e le eventuali reazioni da parte delle difese degli imputati, mentre il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine continua senza sosta.

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