Analisi su telefoni, SIM e possibili truffe informatiche
Le indagini sulla morte di Andrea Prospero, studente di Perugia, proseguono con l’analisi di telefoni, SIM e dati informatici. Il giovane, deceduto in diretta su Telegram, sarebbe stato incoraggiato al gesto estremo da membri di una chat. Tra questi, E.V., diciottenne romano, ora agli arresti domiciliari con l’accusa di istigazione al suicidio.
Durante la diretta, alcuni partecipanti avrebbero discusso se chiamare i soccorsi, decidendo infine di non intervenire per evitare problemi con la polizia. I messaggi – come scrive Il Messaggero a firma Egle Priolo – scambiati nella chat, acquisiti dagli inquirenti, mostrano la mancanza di empatia e la volontà di non segnalare l’accaduto. E.V. avrebbe successivamente invitato un altro utente a partecipare alla conversazione con un commento cinico sulla morte di Andrea.
Secondo l’ordinanza del giudice per le indagini preliminari Margherita Amodeo, oltre al rischio di reiterazione del reato, esiste la possibilità che E.V. possa eliminare prove rilevanti per le indagini. Gli inquirenti stanno analizzando le comunicazioni avvenute nei giorni precedenti al suicidio per identificare eventuali altri responsabili.
Parallelamente, la polizia postale e la squadra mobile stanno ricostruendo la vita online di Andrea Prospero. Nel monolocale dove è stato trovato il corpo sono stati sequestrati cinque telefoni, 46 SIM card e un computer acquistato di recente. Gli investigatori ipotizzano che il giovane fosse coinvolto in attività digitali parallele, potenzialmente legate a truffe informatiche. Tra le ipotesi vi è il carding, ossia l’uso fraudolento di dati di carte di credito, e la vendita di prodotti inesistenti online.
Le autorità stanno analizzando i dati estratti dai dispositivi sequestrati, compresi tabulati telefonici e cronologie delle connessioni. Si cerca di capire se vi fossero altri soggetti coinvolti nelle attività del giovane. Un elemento chiave dell’indagine riguarda l’appartamento in cui viveva Andrea, affittato privatamente senza che la famiglia ne fosse a conoscenza, nonostante avesse diritto a un alloggio in uno studentato.
Il procuratore capo Raffaele Cantone ha evidenziato che la situazione economica di Andrea Prospero non giustificava l’affitto di una seconda abitazione. Si indaga per capire se l’appartamento fosse utilizzato esclusivamente dal giovane o se fosse collegato ad attività illecite.
Nei prossimi giorni E.V. dovrà comparire davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. L’indagato potrà scegliere se rispondere alle domande o avvalersi della facoltà di non rispondere. La famiglia di Andrea, sconvolta dall’accaduto, ha dichiarato di non comprendere appieno cosa stesse vivendo il ragazzo negli ultimi mesi.
Le indagini proseguono con l’obiettivo di chiarire il contesto in cui si è sviluppato il dramma. L’analisi delle comunicazioni potrebbe portare alla luce nuove responsabilità, sia in relazione al suicidio che a possibili reati finanziari legati alle attività online di Andrea Prospero. Le autorità mantengono il massimo riserbo, ma gli sviluppi dell’inchiesta potrebbero far emergere nuovi elementi nei prossimi giorni.

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