Marco Squarta (ECR): “Fondi UE per il clima sprecati, serve revisione”

Eurodeputato critica gestione RRF: "Miliardi spesi senza garanzia di risultati, Corte dei Conti conferma inefficienze"

Marco Squarta (ECR): "Fondi UE per il clima sprecati"

Marco Squarta (ECR): “Fondi UE per il clima sprecati, serve revisione”

Marco Squarta – L’eurodeputato Marco Squarta, membro del gruppo ECR, ha sollevato critiche sulla gestione dei fondi europei destinati alla transizione verde, definendola inefficace e poco trasparente. In un’interrogazione parlamentare indirizzata alla Commissione Europea, Squarta ha chiesto chiarimenti sull’utilizzo delle risorse del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RRF), sottolineando come miliardi di euro siano stati spesi senza garanzie di risultati concreti.

Secondo Squarta, la relazione della Corte dei Conti Europea evidenzia una serie di problematiche nell’impiego dei fondi destinati al clima. Tra queste, spiccano inefficienze, sovrastime nei coefficienti climatici, mancanza di trasparenza e criteri di rendicontazione che, anziché semplificare il processo, hanno appesantito il sistema.

Dei 648 miliardi di euro stanziati dal RRF, 239,76 miliardi erano destinati a misure climatiche. Tuttavia, l’impatto reale di queste risorse rimane incerto. La Corte dei Conti ha sottolineato che i criteri di rendicontazione non riflettono i costi effettivi né i risultati ottenuti, rendendo difficile valutare se gli obiettivi di transizione ecologica siano stati effettivamente raggiunti.

Squarta ha criticato il modello di governance adottato, definendolo troppo vincolato a logiche ideologiche piuttosto che focalizzato sull’efficacia pratica. “Il rischio è di disperdere ingenti risorse pubbliche in progetti di dubbia utilità”, ha affermato l’eurodeputato, evidenziando come la rigidità dei criteri abbia creato ulteriori difficoltà per imprese e amministrazioni locali.

Uno dei punti critici sollevati da Squarta riguarda il vincolo del 37% di spesa green, rispettato solo formalmente ma senza una reale valutazione dell’impatto. Alcuni criteri sono risultati così stringenti da rendere molte gare d’appalto inaccessibili o deserte, con conseguenze negative sulla crescita economica e sull’innovazione.

“Questo approccio non solo frena lo sviluppo, ma aggiunge un ulteriore carico burocratico per cittadini e imprese”, ha aggiunto Squarta, chiedendo alla Commissione Europea di rivedere le proprie priorità.

L’eurodeputato ha auspicato un cambio di rotta nelle politiche europee, sostenendo la necessità di maggiore flessibilità per gli Stati membri e l’abbandono di politiche ambientali che, a suo avviso, rischiano di tradursi in uno spreco di risorse. “L’Europa deve tornare a investire sulla crescita e sulla competitività, garantendo un equilibrio tra sviluppo sostenibile ed efficienza economica”, ha concluso Squarta.

La posizione dell’eurodeputato riflette un dibattito più ampio sulla gestione dei fondi europei e sull’efficacia delle politiche climatiche adottate dall’UE. Con la relazione della Corte dei Conti che conferma diverse criticità, la pressione per una revisione delle strategie di allocazione delle risorse sembra destinata a crescere.

Intanto, la Commissione Europea dovrà rispondere all’interrogazione presentata da Squarta, mentre il Parlamento Europeo si prepara a discutere ulteriori misure per migliorare l’efficienza e la trasparenza nell’utilizzo dei fondi comunitari.

La questione sollevata da Squarta non riguarda solo l’efficacia della spesa pubblica, ma anche il futuro delle politiche ambientali europee, chiamate a conciliare obiettivi ambiziosi con una gestione sostenibile delle risorse.

1 Commento

  1. Le politiche climatiche adottate dall’UE sono basate su logiche ideologiche, come afferma giustamente l’On. Squarta.

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