Urologia a Orvieto: criticità e disagi nei percorsi di cura
Urologia a Orvieto – Un uomo di 66 anni, residente a Orvieto e affetto da iperplasia prostatica benigna, è stato inserito in lista d’attesa per un intervento chirurgico nel maggio 2023. Tuttavia, l’operazione non può essere eseguita nella sua città: il paziente è stato indirizzato a Foligno, a circa 80 chilometri di distanza. Non solo. Prima dell’intervento, è necessaria una specifica risonanza magnetica, disponibile solo a Foligno e con tempi di attesa molto lunghi, a meno di ricorrere al servizio a pagamento in regime di intramoenia.
di PrometeOrvieto
Questa situazione non è isolata. Un paziente di Foligno, in attesa di un intervento urologico, è stato invece indirizzato a Orvieto, presumibilmente nell’ambito della nuova struttura di chirurgia multidisciplinare promossa dalle autorità sanitarie. Tuttavia, una volta giunto in ospedale, ha scoperto che il chirurgo incaricato era lo stesso specialista che lo aveva seguito a Foligno.
Questi casi evidenziano una problematica più ampia: l’assenza di un servizio urologico efficiente a Orvieto. Nonostante le iniziative annunciate, come l’impiego di medici di Foligno per un giorno di ambulatorio a Orvieto o la creazione della suddetta struttura multidisciplinare, i risultati sono stati deludenti. La mancanza di trasparenza sugli interventi eseguiti e sulle provenienze dei pazienti rende difficile valutare l’efficacia di queste misure.
Intanto, i cittadini di Orvieto sono costretti a rivolgersi al settore privato per ottenere visite specialistiche, con costi che partono da 150 €. Per una biopsia, la spesa può raggiungere i 1.000 €. Queste difficoltà hanno ripercussioni gravi, soprattutto per i pazienti anziani e fragili, con il rischio di diagnosi tardive di patologie come il tumore alla prostata, particolarmente diffuso tra gli uomini.
La situazione è stata più volte segnalata al Sindaco di Orvieto, alla Commissione Consiliare e ai dirigenti dell’ASL, ma le soluzioni adottate finora sono state inefficaci. L’unica risposta definitiva, secondo molti, sarebbe la riapertura del reparto di urologia dell’ospedale di Orvieto, dotandolo di personale qualificato e attrezzature adeguate.
La questione è stata portata all’attenzione della Presidente Proietti, nella sua veste di Assessore alla Sanità, con la richiesta di interventi concreti per garantire ai cittadini i servizi sanitari che meritano. L’ospedale di Orvieto, definito DEA di primo livello, continua a subire un progressivo depotenziamento, con conseguenze sempre più pesanti per la popolazione locale.

Non è un caso che la recente sconfitta elettorale sia stata principalmente imputabile alla gestione della Sanità pubblica in Umbria. E’ auspicabile che la nuova Giunta Regionale riesca rapidamente a risolvere il problema affatto secondario. Ribadisco che la Sanità e la Sicurezza, unitamente alla Scuola, sono priorità assolute.