Mobilitazione per crisi automotive a Perugia: presidio il 22 novembre

Fiom e Cgil denunciano espulsione interinali e cassa integrazione

Mobilitazione per crisi automotive a Perugia: presidio il 22 novembre

Mobilitazione per crisi automotive a Perugia: presidio il 22 novembre

 

Mobilitazione per crisi automotive – Il settore automotive in provincia di Perugia è in piena crisi, con un crescente ricorso alla cassa integrazione e all’espulsione di lavoratori interinali. La denuncia arriva dai rappresentanti sindacali Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil di Perugia, e Riccardo Coccolini, responsabile automotive per la Fiom Cgil. In una nota congiunta, i due sindacalisti criticano le istituzioni e sottolineano l’urgenza di un intervento strutturale per salvaguardare il comparto, che sarà oggetto di un presidio a Umbertide il 22 novembre 2024.

Secondo Pampanelli e Coccolini, il comparto manifatturiero in Italia registra un calo preoccupante della produzione, che ha subito 20 mesi consecutivi di flessione. Tuttavia, il settore più colpito è quello dell’automotive, in particolare nella provincia di Perugia, dove la crisi ha assunto dimensioni paragonabili a quelle del 2008. Il problema, secondo i sindacalisti, è attribuibile a politiche industriali inefficaci che hanno lasciato il Paese impreparato a gestire la transizione verso propulsioni più ecologiche, come l’elettrico.

La situazione critica si riflette anche nei numeri della produzione nazionale: l’Italia è passata da una capacità produttiva di 1,5 milioni di veicoli a una stima di sole 350.000 unità per il 2024. L’intero settore della componentistica, che in passato trainava il comparto, oggi è a rischio di collasso, con conseguenze occupazionali severe. In Alta Umbria, soprattutto nella zona di Umbertide, il settore della componentistica domina il tessuto industriale e sta affrontando una crisi che vede un’impennata nella cassa integrazione e un’espulsione di interinali dai cicli produttivi.

I rappresentanti sindacali puntano il dito contro la Regione Umbria e il governo nazionale, accusati di aver prodotto solo “documenti sterili” senza alcuna misura concreta. “La giunta regionale ha approvato un documento che manca di impegni reali e che sembra più una manovra elettorale che una soluzione per il settore”, dichiarano Pampanelli e Coccolini. La situazione è aggravata dalla previsione di tagli ai fondi destinati all’automotive, recentemente discussi nel Documento di economia e finanza (Def), che sembra allontanare ulteriormente il supporto nazionale alla salvaguardia del settore.

Fiom e Cgil propongono un approccio basato su “percorsi fattivi” per la riconversione industriale. Tra le soluzioni proposte, vi è la creazione di “agenzie per la riconversione industriale” che possano operare in stretta collaborazione con l’Università per promuovere ricerca e sviluppo tecnologico. “È necessario un piano industriale mirato, con politiche energetiche adeguate e progetti per la salvaguardia dell’occupazione che guidino il processo di transizione”, ribadiscono Pampanelli e Coccolini.

Per sensibilizzare le istituzioni locali e l’opinione pubblica, Fiom e Cgil hanno organizzato un presidio dei lavoratori sotto le sedi istituzionali di Umbertide per il giorno 22 novembre 2024, dalle ore 9:30 alle 11:30. Questo appuntamento, spiegano i sindacalisti, rappresenta un momento chiave per attirare l’attenzione delle istituzioni e promuovere una discussione sul futuro del comparto. La speranza è che la futura giunta regionale affronti la questione con un piano concreto e che non si limiti a documenti formali.

“Come Fiom e come Cgil, continueremo a lottare per il futuro dell’automotive in Italia e in provincia di Perugia. Non possiamo permettere che l’intero settore collassi, con il conseguente dramma occupazionale che coinvolgerebbe migliaia di famiglie”, conclude la nota dei sindacati.

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