Disabilità, Cgil Umbria: più azioni concrete, meno slogan

Confronto aperto sul tema dell'inclusione in Umbria, richiesto maggiore coinvolgimento delle istituzioni

Giornata Internazionale delle persone con disabilità: 3 dicembre 

Disabilità, Cgil Umbria: più azioni concrete, meno slogan

La Cgil Umbria ha promosso un incontro dedicato ai diritti delle persone con disabilità, richiedendo un maggiore impegno concreto da parte delle istituzioni regionali e nazionali. Durante l’evento, svoltosi il 24 ottobre 2024, sono stati esaminati i limiti attuali nel garantire l’inclusione sociale e lavorativa, evidenziando l’assenza di novità significative nella “Carta di Solfagnano”, presentata dopo il G7 di Assisi. Il sindacato ha chiesto alla futura giunta regionale di abbandonare la pratica della disintermediazione, coinvolgendo tutte le parti sociali in un dialogo continuo.

Le richieste della Cgil

Gianni Fiorucci, segretario regionale della Cgil Umbria, ha aperto il confronto sottolineando la necessità di passare dalle parole ai fatti. “La Carta di Solfagnano non ha introdotto novità rilevanti”, ha dichiarato Fiorucci, evidenziando come la giunta uscente non abbia avviato un dialogo con le associazioni, i sindacati e il mondo imprenditoriale. L’appello della Cgil è rivolto ai candidati alle elezioni regionali del 17 e 18 novembre, affinché la nuova giunta apra un confronto costruttivo con tutte le parti interessate.

Alla discussione hanno partecipato figure di rilievo del mondo politico e sociale umbro, come Costanza Spera, assessora al sociale del Comune di Perugia, e Valerio Serino, responsabile disabilità della Cgil nazionale. Sono intervenuti anche rappresentanti di enti come Inps e Inail, oltre a esponenti di associazioni del settore, tra cui Maura Macchiarini di Fish Umbria e Andrea Bernardoni, presidente di Legacoopsociali Umbria.

I numeri della disabilità in Umbria

In Italia, circa 3 milioni di persone soffrono di gravi limitazioni, rappresentando il 5% della popolazione, mentre 9,7 milioni presentano limitazioni meno gravi (16,4%). In Umbria, il dato sale: le persone con disabilità gravi sono 144.000 (pari al 7,2%), mentre quelle con limitazioni non gravi sono altrettante (16,6%). Tra gli ultrasettantacinquenni, le limitazioni gravi riguardano il 30,5% della popolazione regionale, un dato superiore alla media nazionale del 20,4%.

La condizione economica delle persone disabili è altrettanto preoccupante. In Italia, tre persone disabili su dieci non riescono a coprire le spese quotidiane, e una su dieci non può permettersi un’alimentazione adeguata. Inoltre, il 40% non è in grado di affrontare spese impreviste, spesso legate a costi sanitari. Fiorucci ha denunciato la crescente difficoltà di accesso alle cure, aggravata dalle lunghe liste d’attesa, un problema che vede l’Umbria in una posizione negativa.

Appello per un’azione inclusiva

Maria Grazia Gabrielli, segretaria nazionale della Cgil, ha sottolineato l’importanza del confronto, evidenziando come il dialogo debba tradursi in azioni concrete. Gabrielli ha citato la necessità di modificare l’organizzazione del lavoro e della formazione scolastica, adottando soluzioni flessibili come il lavoro agile e orari adattabili. Ha inoltre posto l’accento sulla rimozione delle barriere architettoniche e sull’uso di tecnologie innovative per garantire l’inclusione delle persone disabili.

“Abbiamo bisogno di meno propaganda e più fatti”, ha concluso Gabrielli, ribadendo l’impegno della Cgil nel promuovere il cambiamento sociale. L’obiettivo è garantire una maggiore giustizia sociale, affinché nessuno venga lasciato indietro, in linea con i principi di equità e inclusione.

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