Divario salariale, Uiltucs: interventi urgenti per ridurlo
Divario salariale – Si è svolto il 23 ottobre 2024 a Perugia, il convegno “Retribuzioni – chi paga il gap?”, organizzato dalla Uiltucs Umbria, per analizzare il divario salariale tra uomini e donne, evidenziando la persistente disparità retributiva che varia tra il 4% e il 15%. Il segretario generale della Uiltucs, Paolo Andreani, ha aperto i lavori, sottolineando che la scarsa partecipazione femminile nel mercato del lavoro contribuisce ad amplificare il gender gap e le differenze salariali già elevate. “Questa situazione contrasta con i principi costituzionali e le direttive europee, che richiedono l’adozione di misure preventive contro le discriminazioni di genere”, ha affermato Andreani.
Il convegno ha visto la partecipazione di esperti, tra cui il giuslavorista Andrea Favretto, Samantha Merlo della Uiltucs nazionale e Luca Visentini dell’Agsg nazionale. Durante l’evento, è stata proposta una riflessione approfondita sulla condizione lavorativa delle donne, caratterizzata spesso da forme di impiego part-time e una marcata flessibilità, fattori che contribuiscono alla creazione di un gap retributivo significativo.
La tavola rotonda, moderata dalla giornalista Claudia Marin, ha visto l’intervento di vari esperti del settore. Tra questi, Giancarlo Bizzarri di Punto Zero Scarl, Antonello Buono di The Hospitality Experience Borgo dei Conti, Ingrid Galvani della Uiltucs Umbria, Caterina Grechi del Centro pari opportunità della Regione Umbria e Lorenzo Ortolani della Coop Centro Italia. Le loro testimonianze hanno messo in luce le problematiche legate all’inserimento delle donne in ruoli strategici e decisionali, che spesso le vedono escluse dai processi di gestione aziendale.
“C’è una cultura patriarcale che permea il mondo del lavoro”, ha aggiunto Andreani, evidenziando che gli uomini dominano i ruoli di leadership, relegando le donne a posizioni marginali o a compiti di supporto. Con il deterioramento delle condizioni di lavoro e la precarizzazione del lavoro femminile, si assiste a una crescente difficoltà nell’equilibrare le carriere lavorative con le responsabilità familiari. Le aziende devono modificare i loro orari di lavoro e rivedere le politiche retributive per creare un ambiente più equo.
Andreani ha sottolineato l’importanza di interventi legislativi e contrattuali per affrontare questa disparità. La Uiltucs ha introdotto la figura della “garante di genere” per monitorare la correttezza delle retribuzioni e verificare che i diritti delle lavoratrici siano rispettati. Questa figura ha il compito di effettuare controlli accurati nelle aziende per garantire che le donne ricevano un trattamento equo rispetto ai loro colleghi maschi.
Il convegno ha evidenziato l’urgenza di attuare strategie efficaci per combattere le disuguaglianze di genere nel lavoro. È fondamentale sensibilizzare le aziende sulla necessità di adottare pratiche inclusive che favoriscano la presenza femminile nelle posizioni di potere e decisione. Solo così sarà possibile ridurre un gap che, oltre a essere un problema sociale, rappresenta anche un ostacolo alla crescita economica e alla piena realizzazione dei diritti delle donne nel mercato del lavoro.

Commenta per primo