Perugia-Gubbio 1 a 1, Gianluca Drusian: «E’ andata bene»
Perugia-Gubbio 1 a 1 – di Gianluca Drusian Al fischio finale della gara tra Perugia e Gubbio terminata con il punteggio di uno ad uno per effetto delle reti segnate da D’Ursi per il Gubbio su rigore al 53′ e da Mezzoni al 60′ per il Perugia i primi commenti di molti tifosi è stato: “meno male, poteva andare peggio”. E come non essere d’accordo con questa diffusa affermazione. Il Perugia non ha giocato una bella gara a livello di prestazione tecnica, a tratti si è fatto valere ma in altri tratti della partita è stato il Gubbio a mettere in mostra una migliore forma fisica, una invidiabile fisicità dei suoi giocatori ed una buona messa in pratica di quanto probabilmente preparato negli allenamenti.
Il Perugia ha dovuto, quindi, recuperare la gara e giocare in salita riuscendo a pareggiare con un difensore fortunosamente trovatosi in zona di attacco nel momento della partita nella quale la squadra di Formisano stava cercando affannosamente di creare e cercare qualche opportunità da rete mentre il Gubbio, con alcune ripartenze davvero pericolose, ha minacciato seriamente di poter chiudere definitvamente il risultato in proprio favore.
Cosa avrà pensato il nuovo presidente Faroni al termine della gara passando sotto la curva nord e ricevendo da questa un affettuoso e riconoscente applauso lo sa solo lui. Del risultato non sarà stato contento ma di questo Perugia che non riesce a dimostrare di essere quella squadra superiore a tutte che tutti invece vorremmo vedere? Formisano, nelle dichiarazioni post- gara, ha voluto sottolineare come la propria squadra abbia dato e fatto il possibile in campo nonostante le molteplici assenze di giocatori titolari costretti a rimanere al palo da infortuni di varia origine. Solite affermazioni di rito ed ancora “chiacchiere”attraverso le quali il mister ancora oggi ha voluto spiegare come i suoi ragazzi siano stati indottrinati a dover prendere le misure del modo di giocare avversario, di come si sarebbe mosso D’Ursi piuttosto che Tomassini ma che, invece, non ha ancora una volta saputo spiegare come possano essere state motivate alcune scelte poco felici iniziali.
Un refrain, quest’ultimo, che riporta la memoria al Formisano della scorsa stagione partito con l’adozione di un modulo di gioco poi modificato tante di quelle volte, anche nel corso della stessa gara, che è andato ad inficiare la prestazione di tutti i suoi giocatori. In particolare, tenuto conto delle assenze e delle condizioni poco buone di alcuni, è sembrato difettosa la scelta di Souarè a sinistra del trio di difesa piuttosto che scegliere la sicurezza e l’esperienza maggiore di Giraudo sin dall’inizio così come poi ha cambiato nel corso del secondo tempo. Un primo tempo nel quale poi, tolta l’occasione della punizione di Ricci deviata sul palo al 43′, non ha portato a scrivere altre occasioni pericolose nel taccuino della cronaca della gara. Un pò poco per una squadra che vuole vincere e non può essere costretta a dover pensare prima di tutto ai pericoli provenienti da presunte pericolosità altrui. L’entrata in campo nella seconda frazione di gioco è sembrata poi altrettanto emblematica.
Il Perugia, anche in questo frangente è sembrato rientrare in campo distratto e pensieroso mentre era il Gubbio che provava a far male e fare così contenti i mille tifosi rossoblù al seguito. Tifosi che, da parte biancorossa, hanno potuto gioire solo in occasione del pareggio di Mezzoni e poco più nonostante la numerosa e colorata presenza di affezionati alla squadra della propria città. Il pareggio, a guardare la classifica attuale, insedia i Grifoni con cinque punti frutto di una vittoria, due pareggi ed una sconfitta a metà graduatoria e non rende più di tanto ottimistica la speranza di poter vedere Angella e compagni lottare per le posizioni di testa. Non è mancata la volontà ai ragazzi di mister Formisano ma sembra proprio mancare quella qualità necessaria per imporre e dettare agli avversari la propria supremazia e la propria volontà di voler raggiungere quell’unico e non commercializzabile obiettivo: la vittoria finale (con o senza giovani).
PROMOSSI: Cisco (il puledro è forte e riesce sempre a farsi sentire sulla fascia destra, prende anche numerose botte ma riesce spesso a giocare palle pericolose in mezzzo all’area di rigore), Mezzoni (con Angella è una forte e consolidata coppia difensiva. Si propone spesso anche in fase avanzata, segna un bel goal ma, la sua salita spesso provoca dei disagi gravi alla difesa sottoponendo la stessa a pericolosi contropiedi eugubini), Angella (sembra aver ritrovato una nuova giovinezza e salva una rete ribattendo a Tomassini un tiro a botta sicura nel primo tempo a portiere battuto), Bartolomei (al rientro dopo lo stop se la cava bene in cabina di regia).
BOCCIATI: Souaré (quando interviene sulla palla sembra arrivarci sempre un pò scoordinato e in una sua entrata pericolosa in area provoca anche il rigore, dubbio o non dubbio che sia, per gli avversari)- Palsson (si muove bene, è forse impiegato male come centrale di attacco ma sbaglia molti, troppi palloni)- Formisano (ancora una volta il mister opta per delle scelte iniziali che poi è costretto a dover modificare. Anche oggi che aveva tanti assenti e che aveva poche soluzioni da adottare è riuscito a stupire. Il giorno che il tecnico capirà di essere seduto sulla panchina del Perugia ma non quella della primavera, allora diventerà il mister, il vero mister di questa squadra).

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