Drone porta il defibrillatore sul posto, 4 minuti e salva una vita

Esperimento di drone a San Gemini riduce tempi di intervento per emergenze cardiache

Drone porta il defibrillatore sul posto, 4 minuti e salva una vita

Drone porta il defibrillatore – Un esperimento effettuato ieri pomeriggio ha dimostrato l’efficacia del drone nel trasporto rapido di un defibrillatore. Il velivolo, partito da San Gemini, ha impiegato 4 minuti e 22 secondi per raggiungere i boschi di Poggio Azzuano, dove una nipote ha potuto soccorrere il nonno colpito da arresto cardiaco, salvandogli la vita grazie all’uso del dispositivo. L’iniziativa rientra nel progetto “From sky to heart” promosso dalla rete associativa Umanità, che coinvolge oltre 200 partner ed è sostenuto dalla Fondazione Carit.

Nonostante le condizioni atmosferiche avverse e un percorso reso più lungo dalle normative che vietano il sorvolo di alcuni abitati, il drone ha guadagnato minuti preziosi rispetto ai mezzi di soccorso tradizionali. Le ambulanze e il Soccorso Alpino, pur partendo insieme al drone, hanno impiegato più tempo per raggiungere il luogo dell’intervento. In situazioni come queste, agire nei primi cinque minuti è cruciale per aumentare le possibilità di sopravvivenza di una persona colpita da arresto cardiaco.

Durante la presentazione dell’esperimento, che si è svolta nel cortile di Palazzo Cesi ad Acquasparta, scrive Monica Di Lecce sul Il Messaggero, è stato possibile seguire in diretta il volo del drone su un maxischermo. Gino Venturi, responsabile del progetto insieme a Marisol Flores, ha sottolineato l’importanza della tecnologia dronica in ambito sanitario. “Il drone non è solo uno strumento utilizzato in contesti bellici, ma può diventare un’arma fondamentale per salvare vite umane”, ha affermato Venturi, aggiungendo che questo test rappresenta solo l’inizio di una serie di nuove iniziative.

Il progetto, avviato nel 2019, ha richiesto diversi anni di lavoro per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie, con un rallentamento dovuto alla pandemia. Venturi ha posto l’accento sulla necessità di migliorare alcuni aspetti tecnici e normativi, in modo da velocizzare ulteriormente i tempi di intervento in futuro. Tra i punti critici evidenziati, c’è la normativa vigente che, come spiegato dal responsabile del 118, Francesco Borgogni, ha imposto deviazioni nel tragitto, allungando il tempo di volo. Borgogni ha inoltre ribadito che il drone non sostituisce i mezzi di soccorso tradizionali, ma si integra con essi, rappresentando un’opzione in più per ottimizzare l’intervento nelle emergenze.

Anche l’assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, ha confermato il valore aggiunto del drone, definendolo un supporto strategico per il primo soccorso, complementare all’elisoccorso e agli altri mezzi sanitari. “L’innovazione tecnologica in ambito sanitario è essenziale, e questo progetto ne è un esempio concreto”, ha affermato Coletto, ricordando che il drone è stato realizzato da Siralab, una società locale di Terni.

Nel contesto dell’intervento, il defibrillatore, una volta consegnato sul posto, ha guidato la nipote del paziente attraverso una voce registrata, permettendole di eseguire le manovre necessarie prima dell’arrivo del personale medico del 118.

L’iniziativa del drone rientra in un piano più ampio di sensibilizzazione verso il soccorso tempestivo in caso di emergenze cardiache. A margine dell’evento, è stato istituito il premio “Squadra per la vita”, che nella sua prima edizione è stato assegnato a Debora Asta Togni, residente a Terni, per il suo intervento durante un episodio analogo accaduto il 28 agosto a Piediluco. In quell’occasione, la donna ha soccorso un turista colto da arresto cardiaco, eseguendo il massaggio cardiaco e applicando il defibrillatore, salvandogli la vita.

L’esperimento dimostra come l’uso dei droni possa contribuire a ridurre i tempi di intervento nelle emergenze mediche, offrendo una soluzione innovativa che si integra con i metodi tradizionali di soccorso. Il progetto “From sky to heart” rappresenta un passo avanti significativo nell’uso della tecnologia dronica per finalità civili e umanitarie, con l’obiettivo di migliorare la risposta sanitaria in situazioni critiche.

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