Bronchiolite: Un Appello alla Prevenzione per Proteggere i Neonati
Roma – La bronchiolite, una malattia respiratoria che colpisce i neonati, è al centro dell’attenzione di Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS). Il suo messaggio è chiaro: la prevenzione è fondamentale.
Il Virus Respiratorio Sincinziale (RSV), responsabile della bronchiolite, rappresenta un pericolo per la crescita dei neonati. Può causare bronchioliti e polmoniti nel breve termine, o wheezing e infiammazioni croniche nel lungo termine.
La SIPPS è da tempo impegnata nella prevenzione dell’RSV. Durante il XXXVI Congresso Nazionale della Società scientifica, tenutosi a Firenze dal 5 al 7 luglio, la professoressa di Igiene e Medicina preventiva dell’Università di Pisa, Caterina Rizzo, ha discusso del grave burden dell’RSV e della possibile prevenzione con gli anticorpi monoclonali.
L’RSV, scoperto a Napoli circa 50 anni fa, è un virus recente, caratterizzato da un’attività interstiziale che agisce proprio come il Covid. Una volta entrato in contatto con un bambino, può causare complicazioni anche a distanza di tempo dall’episodio acuto.
La bronchiolite è tipica dei primi mesi di vita, ma può essere contratta nei primi due anni di vita del bambino. Il 60% dei lattanti è a rischio contagio. Nel 2024, su 400mila nati circa 80mila bambini hanno richiesto assistenza medica ambulatoriale, circa 16mila sono stati ricoverati e 16 sono stati i decessi solo nei primi sei mesi di quest’anno.
Le stagioni in cui è più facile contrarre l’RSV sono autunno, inverno e primavera. Esistono dei test rapidi per individuare l’RSV, ma è di fondamentale importanza la diagnosi clinica. Se le condizioni di salute del bambino si aggravano, anche a distanza di poche ore dalla visita dal pediatra, allora è meglio ricorrere a un ricovero.
Non esiste una terapia risolutiva per l’RSV. Gli antibiotici non vanno somministrati, nessun antibiotico al mondo può ammazzare o colpire un virus. Fortunatamente esiste una prevenzione che agisce come un vaccino. Da oltre sei anni vengono condotti studi e ricerche sugli anticorpi monoclonali, uno strumento di prevenzione primaria.
Le Regioni si stanno attrezzando per la somministrazione di questi anticorpi monoclonali. Solo la Valle d’Aosta è riuscita a fare prevenzione nel 2023, ad ottobre 2024 ci riusciranno altre Regioni tra cui Veneto, Trento, Bolzano, Lombardia, Toscana, Sicilia e Campania.
Oltre a tutti gli interventi medici di prevenzione, non dimentichiamo mai l’altro importante strumento di protezione. L’allattamento al seno è un’arma fortissima di prevenzione primaria dalle infezioni respiratorie, gastrointestinali e dal sovrappeso. In più, in estate, mare, sole e aria aperta sono ottimi alleati, mentre in inverno bisogna lavare spesso le mani e usare le mascherine, soprattutto con i neonati e i nati pretermine.

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