A UJ2024 è notte cubana con Chucho Valdés e Roberto Fonseca
di Antonella Valoroso
Pianista, bandleader, compositore e arrangiatore, Dionisio Jesús “Chucho” Valdés Rodríguez, ottantatré anni di cui ottanta passati a volteggiare con le dita sulla tastiera, è una delle figure più influenti nel mondo del jazz latino e afro-cubano. Membro originale dell’Orquesta Cubana de Música Moderna, arriva a Umbria Jazz 2024 con il gruppo “Irakere”, una delle formazioni di jazz latino più note di Cuba, che quest’anno festeggia il suo cinquantesimo compleanno anche se molti dei musicisti che oggi suonano nella band erano ancora bambini quando “Irakere” è nato.
L’inizio è di quelli standard, con il ritmo delle percussioni di Horacio ‘Negro’ Hernandez, ma quasi a voler ricordare al pubblico anche la sua identità come pianista di puro jazz e di musica classica, Chucho sorprende tutti subito dopo con un medley che parte da Mozart per arrivare a Gershwin miscelando ritmi latini, improvvisazione jazz e virtuosismo pianistico.
La formazione esegue poi alcuni classici del repertorio, come “Estela va a estallar”, arrangiamento dello standard americano “Stella By Starlight” in cui la brillantezza del tocco di Valdés è in primissimo piano. L’atmosfera all’Arena Santa Giuliana di Perugia è tropicale in tutti i sensi eppure in tanti non rinunciano a ballare e nessuno si sottrae all’invito di Ramon Alvarez che con la sua profonda voce baritonale chiede al pubblico di unirsi alla band per fare da controcanto in una travolgente “Bacalao con pan”.
Nella seconda parte della serata a dominare il palco con la sua band è Roberto Fonseca, considerato da molti l’erede di Valdés, per il quale chiede subito un ennesimo applauso al pubblico di Perugia.
Con “La Gran Diversion” il virtuoso pianista e polistrumentista cubano, cresciuto musicalmente accanto ai mitici protagonisti del Buena Vista Social Club, presenta uno show tutto da ballare che rende omaggio all’età dell’oro della musica della sua isola, alle notti di danza sfrenata dell’Avana e al leggendario spirito del Cabaret Cubano, icona degli anni ’30 nella Parigi del secolo scorso.
Accanto ai brani dell’ultimo album -“Mani Mambo”, “Baila Mulata”, “Cuando Tú Bailas Pa Mi”, solo per citarne alcuni- non mancano gli omaggi a Omara Portuondo, alla leggenda dei Beatles e ai grandi pianisti che hanno ispirato il suo percorso di giovane musicista: Oscar Peterson e Glenn Gould. Ma il tributo più sentito è quello rivolto alla madre Mercedes Cortes Alfaro, cantante professionista e insegnante di piano che, ricorda Fonseca, «non ha mai smesso di credere in me, anche quando qualcuno ha provato a farle cambiare idea». Il brano “Mercedes” è una lettera d’amore battuta con i tasti del pianoforte e la sua melodia rende ancora più magico questo venerdì di luna piena.

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