Scuola primaria Ciabatti alla Pesa. Sempre nel mirino degli imbrattatori. Siamo al terzo episodio. Siamo al terzo episodio
di Sandokan
Scuola primaria Ciabatti alla Pesa. Sempre sotto il mirino degli imbrattatori. Siamo al terzo episodio dall’apertura della scuola. Ora va di moda il blu, dopo i precedenti rosso e nero. Periodo “blu”, invero poco picassiano. Era già accaduto poco dopo la riqualificazione che ha riportato l’antica scuola del Littorio ai fasti del Ventennio. Ma con impianti e strutture d’avanguardia e di assoluto confort e dignità. Il Comune, in entrambe le occasioni precedenti, aveva prontamente provveduto a ricoprire quegli scarabocchi con una o due passate di tinta omocroma a quella dei grandi pannelli che scandiscono l’edificio.
Ma la violenza cieca e ottusa di sedicenti writers ha ricondotto le pareti di quella scuola a un supporto sul quale vergare scritte o ghiribizzi spregevoli. Stavolta, più che accanirsi sulle pareti lungo la fiancata che costeggia via Maria Alinda Bonacci Brunamonti, se la sono presa con due punti che è difficile inquadrare dalle telecamere poste allo Slargo. Il primo è all’ingresso che fronteggia la piazzetta del Cedro, la colossale alberatura storica che caratterizza lo slargo.
Il secondo punto cieco è quello compreso tra il terrazzo al pianoterra e la superficie del sottostante piazzale. Anche qui uno scarabocchio di colore blu. La scritta che risulta particolarmente brutta e visibile è quella all’ingresso, all’uscita del sottopasso che mette in sicurezza i bambini dal pericolo dell’attraversamento. Dall’accanimento con cui questi soggetti perseguono le proprie deliranti azioni e perseguitano la scuola si può ben comprendere come ne abbiano un pessimo ricordo. Ammesso che l’abbiano proficuamente frequentata. Ci si astiene dall’instaurare paragoni con la specie suina. Sarebbero troppo offensivi. Per l’onesto suino.









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