Massimo Monni, critica il NEB, mal governo sanitario da coprire

Massimo Monni esprime preoccupazione riguardo all'intervento del Non Executive Board (NOB)

Il candidato sindaco per Perugia Merita, critica la ripartizione dei fondi che premia Terni

Massimo Monni critica il NEB, mal governo sanitario da coprire

Massimo Monni critica – Il candidato sindaco di “Perugia Merita”, Massimo Monni, solleva critiche nei confronti del recente insediamento del Non Executive Board (NEB) nell’Azienda Ospedaliera di Perugia, definendolo “un’operazione politica volta a mascherare il malgoverno ospedaliero”. Monni esprime dubbi sulla necessità di ricorrere a consulenti esterni, sottolineando che i dirigenti dell’ospedale sono professionisti selezionati e pagati per gestire la salute pubblica.

Monni evidenzia che la presenza di un NEB può essere interpretata come una risposta alle crescenti preoccupazioni dei cittadini riguardo al depotenziamento dell’ospedale cittadino. Tuttavia, critica il fatto che i rappresentanti del NEB non includano medici esperti delle dinamiche ospedaliere, ma siano figure principalmente politiche.

Il candidato sindaco propone un approccio alternativo, sottolineando l’importanza di una commissione comunale speciale per monitorare il sistema sanitario locale. Tale commissione dovrebbe focalizzarsi sul funzionamento dell’ospedale e dei distretti sanitari cittadini, sull’aggiornamento delle tecnologie e sulle condizioni di lavoro di medici e professionisti. L’obiettivo è trovare soluzioni alternative alle dimissioni di massa e rappresentare le istanze dei cittadini presso la Regione e la governance ospedaliera.

Massimo Monni conclude che un sindaco non può restare inattivo di fronte a scelte discutibili nel settore sanitario, sottolineando il suo impegno a istituire una commissione comunale speciale se diventerà sindaco di Perugia. Questa commissione agirebbe come voce dei cittadini, influenzando le decisioni e cercando soluzioni concrete per il futuro della sanità cittadina.


Insediato il “Non Executive Board” organismo indipendente formato da 5 esperti esterni

Parte dall’Ospedale di Perugia una nuova esperienza di governance basata sul coinvolgimento di esperti esterni chiamati ad affiancare la direzione aziendale su scelte strategiche di alto impatto sociale.

Nella seduta del Collegio di Direzione dell’Azienda Ospedaliera di Perugia che si è tenuta lunedì 26 febbraio presso la sala Montalcini del CREO si è insediato il “Non Executive Board” (NEB) un organismo indipendente consultivo formato da cinque esperti esterni che avrà il compito di raccordo tra le istanze del sistema e del territorio e le priorità di sviluppo dell’ospedale perugino promosse dalla direzione aziendale.

I componenti del NEB sono stati individuati, dalla direzione generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, tra soggetti esterni all’organizzazione aziendale e non più direttamente coinvolti nell’operatività del Sistema Sanitario Regionale o di aziende sanitarie regionali che si caratterizzino per essere espressione e/o punto di riferimento autorevole per l’organizzazione aziendale, per la comunità e per le istituzioni locali. Gli esperti scelti che offriranno il loro supporto a titolo personale e gratuito alla governance aziendale sono: i dottori Claudio Dario e Vincenzo Panella (esperti del sistema istituzionale e aziendale), sua eminenza Ivan Maffeis e l’avvocato Giuseppe Caforio (rappresentanti dei valori dominanti nella comunità di riferimento e del terzo settore territoriale) e il prof. Federico Lega (esperto in economia e management sanitario con approfondita conoscenza della operatività dell’Azienda Ospedaliera di Perugia).

Questo nuovo organismo collegiale si riunirà almeno quattro volte all’anno e le riunioni potranno essere convocate autonomamente o dalla direzione aziendale.

Presente alla riunione del Collegio di Direzione, anche la Presidente della Regione, Donatella Tesei, che ha accolto positivamente l’insediamento di questo nuovo organismo indipendente che sarà da stimolo alla governance rappresentando punti di vista e aspettative dei diversi portatori di interessi del terzo settore e del tessuto economico territoriale di riferimento dell’ospedale di Perugia.

La seduta si è conclusa con i saluti affettuosi del Collegio e della Presidente Tesei al dottor Claudio Cavallini, direttore del Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e della struttura complessa di Cardiologia di Perugia, che lascia l’incarico per raggiunti limiti di età.

BIO esperti:

dott. Claudio DARIO: classe 1957, di Conegliano (TV). Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Padova nel 1983, consegue nel 1987 la Specializzazione in Cardiologia e nel 1992 quella in Igiene e Medicina Preventiva. Dopo molte esperienze in aziende sanitarie e ospedaliera pubbliche del nord Italia, dal 2019 al 2021 ricopre in Umbria l’incarico di direttore regionale della Sanità e Welfare, seguendo personalmente la gestione dell’emergenza Covid-19 durante la prima ondata pandemica.

dott. Vincenzo PANELLA: classe 1956, si è laureato in Medicina a Napoli nel 1980 e poi si è specializzato in Igiene e Medicina Preventiva a Perugia nel 1983. Ma da subito si è avvicinato agli studi gestionali, conseguendo diversi attestati di formazione manageriale in sanità alla Bocconi di Milano. Nella sua lunga carriera di manager pubblico ha ricoperto incarichi di direttore generale nelle aziende sanitarie dell’Umbria e del Lazio fino a ricoprire l’incarico di direttore regionale della Salute e Politiche regionali della Regione Lazio.

S.E. Mons. Ivan MAFFEIS: classe 1963, nato a Pinzolo (TN). Dopo aver compiuto gli studi superiori e filosofico-teologici presso il Seminario Arcivescovile di Trento diventa giornalista. È stato ordinato sacerdote il 26 giugno 1988 per l’Arcidiocesi Metropolitana di Trento. Nel 2009 viene chiamato a Roma con l’incarico di vicedirettore dell’Ufficio Comunicazioni sociali della Cei che passa poi a dirigere nel maggio 2015.
Dal 2010 è Docente presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione

dell’Università Pontificia Salesiana e presso la Pontificia Università Lateranense. A luglio 2022 il Santo Padre lo nomina Arcivescovo Metropolita di Perugia-Città della Pieve (Italia).

Avv.to Giuseppe CAFORIO: classe 1965, nato a Latiano (BR). Si è laureato nel 1989 in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Perugia e specializzato nel 1992 in Diritto Civile presso la Scuola di Specializzazione dell’Università di Camerino. Avvocato cassazionista dal 1994 è anche professore di diritto commerciale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Perugia. Esperto di diritto industriale e commerciale occupandosi di diritto d’autore, di segni distintivi, contratti commerciali e bilancio, temi che lo hanno portato alle redazione di articoli, saggi e relazioni a convegni nazionali ed internazionali

prof. Federico LEGA: classe 1972, nato a Torino. Si è laureato nel 1996 in economia aziendale alla Università Bocconi di Milano. E’ professore ordinario di Economia, Politica e Management Sanitario presso l’Università degli Studi di Milano, dove coordina il Centro di Ricerca ed Alta Formazione in Health Administration (HEAD) e l’Area Sanità e Lifescience della School of Management (MISOM). Membro del Board e Past-President della European Health Management Association (EHMA) è Editor-in-Chief della rivista SAGE di Health Services Management Research. Dal 2022 è presidente dell’OIV- Organismo Indipendente di Valutazione dell’Azienda Ospedaliera di Perugia.

2 Commenti

  1. Non sembra un “aiutino” , quale è il NOB, ad una Dirigenza ospedaliera chiaramente in difficoltà il modo giusto per evitare un voluto depotenziamento dell’Azienda Ospedaliera di Perugia a favore di quella di Terni. Piuttosto appare come una copertura di manovre politiche atte ad attrarre più sicuri favori elettorali

  2. Mi sembra che l’idea del Candidato Monni, di istituire una commissione comunale speciale per dare voce ai Cittadini sul problema importantissimo della sanità, sia decisamente buona.
    Consulenti esterni potrebbero essere utili solo nel caso in cui i Dirigenti dell’Ospedale non fossero professionisti “correttamente” selezionati e quindi all’altezza del compito per il quale ricevono adeguati compensi.

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