Julian Assange, il Fronte del Dissenso in piazza il 20 di febraio

Potrebbe essere estradato negli Stati Uniti entro 24 ore

Julian Assange, il Fronte del Dissenso in piazza il 20 di febbraio

Il 20 e 21 febbraio, l’Alta Corte del Regno Unito terrà un’udienza per stabilire se il prigioniero politico Julian  Assange può appellarsi contro una precedente decisione che consente al Regno Unito di estradarlo negli Stati Uniti.

Se la Corte dovesse rifiutare di concedere l’appello a Julian, lui rimarrebbe senza alcuna via legale nel Regno Unito. Potrebbe essere estradato negli Stati Uniti entro 24 ore.

L’unica opzione legale rimasta se la corte britannica negherà la possibilità di fare appello è che i suoi avvocati si rivolgano alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), chiedendo di bloccare l’estradizione. Tuttavia, non c’è alcuna garanzia che la CEDU approvi la richiesta.

I sostenitori di Julian in tutto il mondo continuano a lottare per la sua libertà facendo pressione su tutti i governi del mondo affinché uniscano la propria voce a quella della diplomazia australiana nel chiedere la liberazione del co-fondatore di WikiLeaks.

Come Fronte del Dissenso sosteniamo le mobilitazioni previste per il giorno 20 febbraio affinché il governo italiano si faccia parte attiva nel chiedere all’amministrazione Biden di archiviare le accuse contro Julian Assange. Sono in gioco, con il destino di Julian, il giornalismo libero, la libertà di stampa e di pensiero.

L’estradizione creerà infatti un pericoloso precedente in virtù del quale ogni giornalista che imbarazzi un governo e smascheri le sue bugie potrà essere messo a tacere e vedersi destinatario di una richiesta di estradizione.

I diciotto capi di imputazione che Assange affronterebbe se trasferito negli Stati Uniti — di cui diciassette per spionaggio e uno per cospirazione informatica — nascondono la pretesa di ritenere che i cittadini di tutto il mondo non abbiano il diritto di conoscere la verità sulle violazioni dei diritti umani e i crimini di guerra portati avanti dall’imperialismo nordamericano durante le guerre in Iraq e in Afghanistan e rivelati da WikiLeaks, di cui Assange era editore.

Tutti conosciamo bene la differenza tra una spia e un giornalista. Una spia vende informazioni a uno stato straniero. Non è il caso di Julian Assange. Julian ha messo a disposizione del pubblico di tutto il mondo documenti secretati di interesse pubblico fondamentali affinché i cittadini potessero valutare l’operato dei loro governi e venire a conoscenza dei crimini commessi in nome della “esportazione della democrazia”.

Nelle date del 20 e del 21 febbraio, mentre si svolgeranno le udienze londinesi presso le Royal Courts of Justice, sarà fondamentale protestare pubblicamente per chiedere la liberazione di Julian Assange e fare pressione perché la diplomazia italiana e mondiale si unisca a quella australiana nel chiedere di restituire la vita e la libertà a Julian Assange.

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