Gli strali di Alternativa Popolare sull’assessore all’ambiente
Gli strali di Alternativa Popolare – Il coordinamento ittico-venatorio di Alternativa Popolare prende atto che, dopo anni di completo abbandono della caccia e della pesca sportiva, la Regione e l’Assessore competente, risvegliati dopo un lungo torpore, si ricordano che l’Umbria è una delle Regioni italiane con la più alta percentuale di appassionati delle due attività.
Come ormai pratica consueta, in prossimità delle tornate elettorali (nel 2024 si terranno le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo e di una percentuale significativa di consigli regionali) riparte la giostra delle promesse più roboanti che poi saranno puntualmente e completamente disattese. E’ una pratica che l’attuale amministrazione regionale, unitamente ai partiti che la sostengono, ha visto raggiungere il massimo apice possibile visto che la delega in capo all’attuale Assessore Morroni è stata immediatamente riposta in un cassetto subito dopo il risultato elettorale favorevole.
Tale pratica evidenziato altresì l’assoluta inconcludenza e la mancanza delle dovute attenzioni verso coloro che, speranzosi, avevano riposto fiducia affinché le numerose promesse divenissero realtà. Come anticipato, quindi, solo l’approssimarsi di nuove tornate elettorali ha ricordato a questa amministrazione l’esistenza di migliaia di cacciatori e pescatori sportivi che saranno chiamati nuovamente alle urne nei prossini mesi. È di questi giorni l’annuncio dell’amministrazione regionale del ritorno all’ultima domenica di Febbraio per l’ormai tradizionale apertura della pesca sportiva alla specie trota.
Negli anni scorsi tale apertura era stata impedita, nella tradizionale data di cui sopra, da un regolamento regionale che la differiva, su pressione delle sigle animaliste ed ambientaliste, all’ultima domenica di marzo ignorando completamente le aspettative ed i diritti di migliaia di appassionati pescatori sportivi.
Cosa forse ben peggiore è il fatto che questo tipo di scelta ha recato un grave danno a migliaia di operatori commerciali, in particolare della Valnerina, che traevano un vantaggio economico dalla grande affluenza che richiamava in queste zone l’attività della pesca sportiva alla trota.
Al danno economico si è aggiunta anche la beffa dei mancati ripopolamenti dovuti ad una grave e scarsa conoscenza del settore: si è inserito, difatti, nel regolamento regionale, l’obbligo di ripopolare il fiume Nera di una varietà della specie autoctona presente (trota fario mediterranea) che difficilmente riesce a riprodursi in cattività mantenendo però, e da qui la beffa, l’obbligo di dotarsi di un tesserino regionale nato proprio per coprire il costo economico di tali ripopolamenti.
Una amministrazione che, contravvenendo ad ogni logica, ha di fatto impedito la valorizzazione, con la conseguente fruibilità, del fiume Nera che i numerosi appassionati provenienti delle altre regioni limitrofe ci hanno sempre invidiato non riuscendo neanche a prendere spunto dalle altre realtà (in particolare del nord Italia) che della valorizzazione dei fiumi presenti nei loro territori ne hanno fatto un business attraendo numerosissimi appassionati proventi da quasi tutta Italia.
È evidente come l’attuale Assessore pro tempore si ricordi di esercitare la delega ittico-venatoria solo ed esclusivamente in vista delle prossime tornate elettorali trattando così le migliaia di appassionati umbri al pari di sprovveduti con l’anello al naso, convinto altresì che attraverso provvedimenti rabberciati e confusi nel merito riesca ancora una volta a prendersi gioco di migliaia di cittadini appassionati di pesca.
Cogliamo l’occasione per portare all’attenzione dei numerosi cacciatori dell’ambito territoriale di caccia n3 che, in barba a tutti gli ormai annosi accordi tra le varie componenti rappresentate all’interno dell’organismo venatorio, la Regione sembra aver finalmente nominato il Presidente, cosa che fino ad oggi non era stata possibile a causa del mancato raggiungimento del quorum necessario del candidato espresso dalle associazioni venatorie.
La scelta dovrebbe essere ricaduta su un Sindaco del nostro territorio provinciale quale espressione A.N.C.I. : tale scelta non solo disconosce gli accordi che hanno sempre regolato le varie elezioni tra i tre ATC Umbria ma, ed è ancora peggio, non tiene in minima considerazione proprio il Comune con il maggior numero di abitanti ovvero quello di Terni… ulteriore dimostrazione di come l’attuale amministrazione regionale utilizzi la passione di migliaia di cacciatori e pescatori umbri solo per scopi politici e partitici e tale amara constatazione troverà ulteriori conferme se risulterà fondata la notizia della nomina a presidente dell’ATC3 di un Sindaco espressione della parte politica che appoggia la giunta regionale in scadenza di mandato.
Il Coordinatore Provinciale per le politiche venatorie e ittiche – Terni Alternativa Popolare Omero Antonelli

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