Morto speleologo umbro durante un’esplorazione in grotta a Rieti, si chiamava Mirko Madolini
Morto speleologo umbro – Uno speleologo umbro di 55 anni è morto ieri durante un’esplorazione effettuata con il suo gruppo nella grotta di Montebuono, in provincia di Rieti. L’esploratore, Mirko Madolini, 55 anni, èè stato improvvisamente colpito da un malore che gli è risultato fatale.
Nonostante i tentativi disperati di rianimazione da parte dei suoi compagni di esplorazione, l’uomo non è sopravvissuto. Le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico, composte da tecnici specializzati in operazioni di soccorso in ambiente speleo e da un medico, sono arrivate sul posto. Tuttavia, nonostante gli sforzi, il medico non ha potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo.
Da quanto è stato possibile ricostruire, Mirko Madolini, speleologo esperto, era arrivato nella mattinata a Montebuono, in località Sant’Andrea. Per la domenica era prevista una escursione per altro non difficile per un gruppo esperto, ma di grande profondità, fino a quaranta metri. La grotta, scrive stamani il Messaggero di Terni, si chiama Buca del Pretaro, sotto Montebuono. Il gruppo si è calato nelle cavità, senza particolari problemi. Tutta la grotta è costituita da una fitta rete di condotti con sezioni circolari o ellittiche allungate, lungo piani di discontinuità. L’ambiente sotterraneo si allarga e lungo un giunto di strato inclinato si sviluppano una serie di cunicoli: quelli in alto, lungo il piano formano il “labirinto di Patroclo” e portano verso l’ingresso del ramo “del Guerriero” e verso il punto più basso della grotta, mentre sulla parete di sinistra si prosegue per la “Via Vecchia”.
Le operazioni di recupero della salma sono state complesse e hanno richiesto l’allargamento di alcuni passaggi all’interno della grotta. Queste operazioni, durate circa due ore, hanno visto l’intervento delle squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) in supporto a quelle del Lazio.
A supporto delle operazioni di soccorso sono intervenuti anche i militari dei Carabinieri, il personale sanitario di un’autoambulanza del 118 arrivata nei pressi della grotta e i Vigili del Fuoco. Questo tragico evento sottolinea i rischi associati all’esplorazione speleologica e la necessità di massima prudenza e preparazione in queste attività.

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