Stalking a Elga Profili, una lunga persecuzione non fermata neanche dalle misure cautelari
Il calvario di Elga Profili, vittima di stalking da parte di un uomo ora sotto processo per atti persecutori, continua a trascinarsi nonostante le misure cautelari. Nonostante il divieto di avvicinamento e l’obbligo di mantenere una distanza di 300 metri, insieme al monitoraggio tramite braccialetto elettronico, la donna non riesce a sentirsi al sicuro.
Profili ha condiviso la sua esperienza in due video su Facebook, svelando una serie di episodi in cui l’uomo ha violato le restrizioni imposte dal tribunale di Spoleto. Nonostante il pubblico ministero avesse richiesto gli arresti domiciliari, la richiesta è stata respinta, sostituendola con un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, una misura che non ha fornito il sollievo sperato.
La donna ha raccontato di minacce, insulti, e pedinamenti, sfociati persino in aggressioni. Nonostante le misure cautelari, l’uomo persiste nel suo comportamento persecutorio, mettendo a rischio la sicurezza di Elga Profili. Un episodio significativo è avvenuto nell’8 novembre scorso, descritto nell’ordinanza cautelare più recente condivisa dalla vittima sui social media.
Profili ha denunciato un flusso incessante di telefonate moleste, alcune delle quali estese alla figlia con chiamate notturne ripetute. Le minacce non si limitano alle chiamate, includono anche messaggi, email, e aggressioni verbali sui social media.
Il segretario della Lega Umbria, Riccardo Augusto Marchetti, è intervenuto sulla vicenda, depositando un’interrogazione al ministro della Giustizia. Ha sottolineato l’importanza di applicare il codice rosso, voluto dalla Lega per tutelare le donne vittime di violenza. Ha anche esortato a promuovere campagne per incoraggiare le vittime a denunciare, ma ha ribadito la necessità di assicurare che le donne siano effettivamente protette dalla giustizia.
La situazione di Elga Profili solleva dubbi sulla sufficienza delle misure cautelari attualmente in atto. La Lega Umbria chiede una maggiore attenzione e azioni immediate per garantire la sicurezza e la protezione della donna, richiamando l’attenzione sul fatto che le vittime devono essere effettivamente tutelate dalla giustizia.

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